35 minuti per cambiare l’immagine della Tunisia: la sfida continua dopo Nigeria-Tunisia
27 dicembre 2025
La strategia di Sami al-Trabelsi e l’eco della sconfitta
Il ct della Tunisia, Sami Al-Trabelsi, è apparso soddisfatto dell’atteggiamento della sua squadra nonostante la sconfitta per 3-2 contro la Nigeria, nella seconda giornata del Gruppo C della Coppa d’Africa 2025 in Marocco, sabato sera a Fez.
Al-Trabelsi ha detto in diretta su BeIN Sports che hanno trovato un avversario ostico e ben dotato tecnicamente e fisicamente, con grande velocità d’esecuzione.
Ha aggiunto che i tunisini hanno provato a ottenere un risultato positivo, ma l’avversario è stato superiore nei duelli fisici e in particolare nelle fasi di possesso e ripartenza, facendone perdere alla sua squadra numerosi a livello difensivo e offensivo, soprattutto nel primo tempo.
“Il primo tempo è stato da dimenticare, ma il cammino del torneo è lungo e cercheremo di trarre vantaggio dagli ultimi 35 minuti: abbiamo dimostrato di poter competere contro una squadra grande e forte come la Nigeria”, ha proseguito.
Ha specificato che si sono rivelati determinanti i momenti: “Abbiamo resistito per circa 40 minuti, ma abbiamo incassato gol prima dell’intervallo. Nel secondo tempo abbiamo tentato di cambiare la tattica, ma i tempi dei gol della Nigeria hanno complicato le cose”.
Al-Trabelsi ha concluso spiegando che la sconfitta può pesare mentalmente sui giocatori, ma ha parlato con loro e ha ribadito che la partita contro la Tanzania è la più importante e che vorrebbe vedere una reazione forte proprio come nella fase finale contro la Nigeria.
La Tunisia giocherà contro la Tanzania martedì sera, mentre nello stesso orario Nigeria e Uganda incroceranno le armi. La Nigeria è già in ottavi; per la Tunisia serve una vittoria per proseguire senza dover contare su altri pareggi o combinazioni complicate.
In chiusura, se la tattica è la chiave, la squadra deve dimostrare continuità nei 90 minuti: il tempo può essere un alleato, ma anche un avversario se non si gestisce bene. E se l’orologio batte a 35 minuti, forse è il momento di trovare la scintilla giusta: il torneo è lungo, ma la fiducia non si regala al cronometro.