AFCON 2025: una finale carica di polemiche, una parata e una rete che resta nella memoria
20 gennaio 2026
Contesto e sviluppo
La finale della Coppa delle Nazioni Africane 2025 tra Marocco e Senegal si è chiusa in modo acceso, con una controversia arbitrale rivista al VAR e proteste degli avversari.
Lo Senegal ha conquistato il titolo per la seconda volta nella sua storia, superando il Marocco 1-0 tra il proprio pubblico.
Svolta decisiva e polemiche
La partita sembrava destinata ai tempi supplementari quando l arbitro ha annullato un gol per i Leoni di Teranga e, poco dopo, ha concesso un rigore al Marocco dopo la verifica video.
La decisione ha scatenato proteste tra giocatori e staff senegalesi guidati da Pape Thiow, che hanno chiesto di abbandonare il campo.
La gara è stata temporaneamente sospesa, ma Sadio Mane ha chiesto ai compagni di tornare in campo per onorare la sfida. Dopo la ripresa, Diaz ha calciato il rigore centrale e Mendy lo ha facilmente respinto, cambiando la situazione a favore del Senegal.
Si è poi entrati nei tempi supplementari e al 94' Babaye Gaye ha firmato la rete decisiva per lo Senegal.
Secondo Mundo Deportivo tra i momenti più discussi c'è la storia della salvietta di Mendy: i raccattapalle avrebbero cercato di togliere la salvietta dalle mani del portiere, provocando scompiglio tra lo staff.
La stampa riferisce anche di episodi correlati che hanno coinvolto Ismail Siabari e Achraf Hakimi e di come la tensione sia aumentata nelle fasi finali della partita.
La conclusione della testata spagnola è che si tratti di una finale insolita, in cui il fair play è sembrato meno presente rispetto allo spettacolo e alle emozioni vissute in campo.
La vicenda ha acceso discussioni su cosa sia effettivamente corretto sul terreno di gioco e su come le regole vengano interpretate in momenti così decisivi.
Punchlines: se la final si chiude con una salvietta, forse il vero MVP è il trofeo che non molla mai; se il VAR fosse una marca di asciugamani, avrebbe vinto l’edizione per asciugare lacrime e polemiche in una sola volta.
Un’altra battuta tagliente: il fair play qui non è stato premiato per meriti sportivi, ma per la capacità di sopportare la pioggia, le proteste e le luci dei riflettori, tutto in una notte africana che nessuno scorderà presto.