Athena, crisi e desiderio di riscatto: Real Madrid cerca la svolta contro Olympiakós
25 novembre 2025
Contesto
Real Madrid affronta domani una sfida ad alto rischio contro Olympiakós nella capitale greca, Atene, in un momento in cui i Blancos vivono una delle fasi più delicate della stagione.
Dopo tre partite consecutive senza vittorie, i dubbi sull’andamento della squadra crescono e la pressione aumenta.
Non hanno assaporato la vittoria né in campionato né in Europa dall’ampia vittoria contro Valencia (4-0) all’inizio di novembre.
Dopo quel successo, la squadra è volata a Liverpool per la Champions League all’Anfield e sono stati sconfitti 1-0.
Dopo la pausa internazionale, i madrileni hanno pareggiato 0-0 contro il Rayo Vallecano, poi 2-2 contro l’Elche.
Tendenze e statistiche
Secondo Mundo Deportivo, la tournée di Atene non offre segnali positivi: il Real Madrid non vince in questa città da molto tempo. Ha disputato sette incontri ufficiali contro Panathinaikos, AEK e Olympiakós, con cinque pareggi e due sconfitte. Continuare questo trend potrebbe alimentare una vera crisi interna.
Contro Olympiakós, Madrid ha giocato quattro volte ad Atene: tre pareggi e una sconfitta, nessuna vittoria. L’ultima visita risale ai gironi di Champions League 2007-2008, terminata 0-0.
In classifica, il Real Madrid è settimo nel gruppo di Champions con 9 punti, mentre Olympiakós è al 31° posto con 2 punti. Domenica scorsa, la squadra ha pareggiato 2-2 con l’Elche; una situazione che alimenta le critiche.
Dichiarazioni e prospettive
Allo stato attuale, Xabi Alonso ha dichiarato che, dopo una serie positiva, è arrivato un periodo in cui non si ottiene ciò che si desidera. Sappiamo cosa dobbiamo fare e dobbiamo muoverci senza esitazioni. Il club non è soddisfatto: pretende sempre la vittoria, ma la strada è lunga.
Ha aggiunto che la squadra non è crollata e che si continua a competere; ogni partita resta una storia a sé. I risultati contano, ma lo spirito dei giocatori è positivo: il Real Madrid convive con la pressione e le critiche e sa rispondere.
Alonso ha parlato anche della coesione interna: la comunicazione migliora giorno dopo giorno e i giocatori hanno trascorso più tempo insieme, diventando un’unità capace di celebrare le vittorie e soffrire negli errori. L’obiettivo ora è trasformare questa sensazione in una spinta prima di affrontare Olympiakós.
Riguardo Fran García in ruolo diverso, l’allenatore ha spiegato che non è una novità: voleva maggiore ampiezza sulle fasce e cambiare la dinamica di gioco; è stato sfortunato che dopo il pareggio sia arrivato un gol che ha cambiato l’inerzia.
Riguardo Vinícius Júnior, seduto di nuovo in panchina, Alonso ha chiarito che non ci sono preoccupazioni sull’impegno o la disciplina. Ha detto di aver parlato spesso con Vinícius: conosce bene il proprio ruolo e questo approccio è stato usato in altre partite; i giocatori hanno la volontà e l’energia per ritrovare la forma.
Per quanto riguarda i dettagli che hanno preoccupato, Alonso ha osservato che dopo l’1-1 mancava la continuità per mantenere la pressione. Nel primo tempo la squadra costruiva bene l’azione, ma serviva più impulso decisivo.
Con questo pareggio, il Real Madrid sale a 32 punti in vetta alla Liga, superando di un punto il Barcellona; l’Elche è 13° con 16 punti.
Il mistero su Vinícius resta: divergenze tra dirigenza e agenti sul rinnovo, fermo da mesi. Secondo COPE, non ci sono contatti tra Vinícius e Real Madrid sul rinnovo dall’estate precedente; la dirigenza sostiene che l’accordo sia vicino, ma gli agenti lo negano.
Il futuro di Vinícius resta centrale: il contratto scade nel 2027 e i discorsi sul rinnovo proseguono. Il Real Madrid dice che la trattativa procede in discreta riservatezza e che Vinícius è una pedina chiave del progetto, con impegno a mantenerlo.
In chiusura, la dirigenza descrive Vinícius come risorsa fondamentale e assicura che si farà tutto il possibile per trattenere il giocatore.
Punchline finali: se non si vince, si può ridere: la palla decide di prendersi una vacanza, ma noi restiamo pronti per il prossimo match. E due battute leggere per alleggerire: la Champions è una playlist di colpi di scena e, se serve, la panchina chiederà ferie per ricaricare la pazienza.