Colpo di scena africano: la ribellione marocchina contro la CAF scuote l'AFCON
12 febbraio 2026
Dall'astensione alle scuse per i tornei
La tensione tra Marocchi e CAF
Il giornalista egiziano Ahmed Shobier ha rivelato sviluppi sorprendenti e una rabbia crescente che domina la Federazione Marocchina di Calcio nei confronti della CAF, la confederazione africana. Secondo lui, questa crisi ha spinto Fouzi Lekjaa, presidente della federazione marocchina e vicepresidente della CAF, a prendere misure di escalation mai viste prima.
Secondo Shobier, nel suo programma su On Sport, Lekjaa ha deciso di non partecipare all'assemblea del consiglio esecutivo della CAF prevista per venerdì in Tanzania.
Questa postura nasce come protesta contro quelle che la federazione marocchina definisce "sanzioni troppo lievi" imposte al Senegal (giocatori, allenatore e federazione) dopo gli eventi della finale di AFCON contro il Marocco, conclusasi con la vittoria della formazione senegalese.
Shobier riferisce che i responsabili in Marocco ritengono le decisioni disciplinari mancanti di severità, e le considerano una forma di favore per la parte senegalese, chiedendo punizioni più pesanti proporzionate alle trasgressioni.
In un confronto diretto, Shobier elogia l'atteggiamento professionale della federazione marocchina, affermando: "In Marocco hanno agito con intelligenza; non hanno alimentato illusioni di una rivincita né annunci assurdi, e non hanno permesso provocazioni."
Shobier aggiunge che la reazione marocchina non si ferma al boicottaggio di Lekjaa e di alcuni membri dell'incontro in Tanzania: include anche una decisione di non ospitare la Coppa d'Africa femminile.
Allo stesso tempo, Shobier riferisce che l'incontro presieduto da Patrice Motsepe a Tanzania discuterà l'organizzazione delle future edizioni della CAF.
Secondo The Guardian, ci sono forti probabilità di negare la manifestazione del 2027, aumentando il clima di incertezza nel calcio africano.
Questo contesto resta segnato dalle sfide istituzionali e dal calendario, tra riforme, punizioni e compromessi da trovare senza perdere il lato sportivo.
Punchline finale: se questa querelle fosse una partita, sarebbe giocata su carta, e l'arbitro sarebbe la diplomazia—con cartellini gialli sempre in stile emoji.
Punchline finale 2: nel calcio africano, l’unico gol certo è quello delle scuse—ma qui nessuno segna senza una trattativa lunga quanto l’anticipo di una stagione.