Dembélé rialza la testa: da Parigi a Doha, la rinascita è in corsia centrale
28 settembre 2025
Infortunio e diagnosi
Ousmane Dembélé, centro nevralgico del Paris Saint‑Germain e della nazionale francese, è stato fermato dall’infortunio al muscolo adduttore sinistro durante la partita tra Francia e Ucraina, valida per le qualificazioni al Mondiale 2026. L’episodio ha frenato una stagione iniziata con grandi ambizioni e una convinta determinazione a scrivere pagine importanti della carriera.
La riabilitazione a Doha
Secondo un comunicato ufficiale, Dembélé volerà nella capitale qatarina per proseguire il suo percorso terapeutico e riabilitativo presso il centro Aspetar, nota per le sue strutture di cura avanzate. La visita non sarebbe legata a problemi di recupero, ma mirata a sfruttare risorse all’avanguardia per accelerare il rientro in gruppo.
Secondo un corrispondente di RMC, la scelta di Doha è legata principalmente alle moderne facilities del centro medico, che facilitano un recupero mirato e controllato. Si prevede che il francese possa tornare a lavorare con la squadra dopo la pausa internazionale di fine ottobre.
Prospettive e contesto
La contemporanea vittoria della Ballon d’Or e le difficoltà fisiche non sembrano frenare Dembélé: anche se l’infortunio lo tiene fuori da importanti match, resta tra i principali candidati per il premio, mercato di segnali futuri e riconoscimenti personali. Nel frattempo, il PSG celebra una stagione ricca di successi, tra titoli nazionali, Coppa e un cammino competitivo in Champions League, che amplifica le aspettative sulla sua rinascita.
La carriera di Dembélé è costellata di transfer e di esperienze tra club di primo piano, con esperienze a Rennes, Dortmund, Barcellona e ora Paris Saint‑Germain. Nonostante gli infortuni, ha saputo ricorrere a una resilienza che lo ha accompagnato lungo tutta la carriera, portandolo a primeggiare in appuntamenti di alto livello e contribuire a trionfi di squadra.
Con PSG, Dembélé ha contribuito a far crescere l’impressione di un giocatore in grado di cambiare le partite con un guizzo delle sue qualità tecniche, nonostante gli stop fisici che hanno spesso caratterizzato la sua avventura sportiva. E se la prognosi si allunga? la chiave resta la costanza nella riabilitazione e la voglia di dimostrare che la classe non si compra, si costruisce.
Punchline 1: se l’infortunio fosse una pegola di sorprese, Dembélé l’avrebbe già superata: patch 2.0 pronta a far brillare di nuovo il LED del suo talento. Punchline 2: se la riabilitazione fosse una puntata televisiva, sarebbe la stagione 2 di Riabilitazione: L’Arte di Tornare in Campo, con finali aperti e un pallone certamente pronto a ruggire di nuovo.