Doppietta invisibile: Jaissle furioso e il VAR spezzano l’Ahli contro l’Akhodod in Arabia Saudita
10 gennaio 2026
Contesto e atmosfera
L'allenatore tedesco Matthias Jaissle, tecnico dell'Ahli, è esploso di rabbia durante la sfida contro l'Akhodod, sabato sera, valida per la quattordicesima giornata della Roshen Saudi Pro League, dopo l'annullamento di due gol per irregolarità precedenti.
L'Ahli si presenta in sesta posizione con 25 punti, staccato di un punto dall'Al-Ittihad quinto, mentre l'Akhodod continua la sua corsa in fondo alla classifica con soli cinque punti. La sfida mette in luce la solidità limitata di Jaissle.
Il momento clou è arrivato nel primo tempo quando il brasiliano Gonçalves ha trovato la rete avversaria, sfruttando un passaggio di Ivan Toni nell'area; tuttavia l'opposizione dei giocatori ha spinto l'arbitro a tornare al video, rilevando un fallo su Firas Al-Brikan all'inizio dell'azione, e il gol è stato annullato tra le proteste dei giocatori dell'Ahli e dello staff.
Con questa decisione, Gonçalves non è riuscito a segnare il primo gol stagionale, nonostante abbia disputato 17 match con l'Ahli, segnando due reti e fornendo tre assist, restando tra i riferimenti offensivi della squadra dell'allenatore tedesco.
All'inizio del secondo tempo, la scena si ripete: Enzo Milot segna un nuovo gol per l'Ahli, ma il VAR interviene ancora per annullarlo a causa di un fallo commesso dallo stesso giocatore all'inizio dell'azione, proseguendo la valanga di decisioni controverse.
Queste decisioni hanno alimentato la rabbia di Jaissle, che si è avvicinato all'arbitro di riserva per protestare, iniziando accesissime discussioni con il team arbitrale, senza che ciò cambi le decisioni dell'arbitro di campo, lasciando il punteggio sullo 0-0.
Decisioni e VAR
Le controversie hanno oscurato i minuti finali, senza quindi concedere né vittorie né pareggi certi, e la partita è rimasta sullo 0-0 mentre i riflettori continuavano a puntarsi sul supporto al video.
Punchline 1: Il VAR è il copione segreto del calcio moderno: ti fa ridere, ti fa arrabbiare, e alla fine resta a tuo esclusivo rimpianto.
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