Il rigore che non ha cancellato la notte: Terry e il peso di Mosca 2008
15 dicembre 2025
Il rimpianto che attraversa una carriera
John Terry, ex capitano del Chelsea, ha aperto una finestra sulle ombre che lo hanno accompagnato dopo il famigerato rigore sbagliato nella finale di Champions League del 2008 contro il Manchester United.
La notte a Mosca e quel “perché?”
Se Terry avesse segnato, Chelsea avrebbe probabilmente vinto il primo titolo europeo della sua storia; invece una scivolata al momento dell’esecuzione ha deciso la serata e, di riflesso, una parte della storia del club.
Nel suo racconto, che risuona come una confessione, l’allora capitano descrive la notte: "Dopo la partita siamo tornati in hotel e io ero al venticinquesimo piano. Guardavo fuori dalla finestra e pensavo: perché?"
Continua: "Non dico che in quel momento si possa fare qualcosa di impulsivo, ma tante idee ti passano per la testa. Poi arrivano i compagni, ti prendono e ti riportano giù. Sono quei momenti in cui non sai come possono finire le cose".
Terry rimase al Chelsea per altri nove anni, e finalmente alzò la Coppa nel 2012. Ma quella stagione fu macchiata da una squalifica che gli impedì di disputare la finale. Nonostante i trofei, quella memoria rimane una cicatrice.
Nel corso della sua lunga carriera, Terry conquistò cinque titoli di Premier League e una ricca bacheca, ma l’episodio di Mosca gettò una lunga ombra sul suo lascito sportivo. “Anche se il tempo attenua l’urto, quel momento resta invisibile, ma presente, come una canzone che non vuoi cantare ma non riesci a togliere dalla testa.”
Secondo lui, l’esperienza ha anche rivelato chi sono davvero gli amici nel mondo del calcio: "Quando ho mancato il rigore, ho scoperto rapidamente chi erano gli amici veri e chi era disposto a restare accanto a me". Ricorda in particolare Ray Wilkins, tra i primi a contattarlo, insieme a pochi altri che hanno continuato a interessarsi a lui anche in seguito.
Oggi, ritirato, ripensa a quel momento con una consapevolezza diversa: non è solo la capacità di vincere a definire una carriera, ma la forza di superare i propri errori e di riconoscere chi resta al tuo fianco nei giorni bui.
Punchline 1: come diceva un grande comico, “la pazienza è la virtù dei tifosi: aspettare la palla che non arriva è già una vittoria grattando il segnaposto.”
Punchline 2: e se anche il rigore sbagliato diventa leggenda, almeno Terry può dire di aver avuto Mosca, una finestra alta e un microfono: non tutti hanno una finale da raccontare due volte a distanza di anni senza perdere la calma... o quasi.