Il ritorno della squadra: il Liverpool passa a Londra e interrompe la mini crisi contro lo West Ham
30 novembre 2025
Svolta a Londra: il Liverpool domina e ritrova fiducia
Il Liverpool è tornato a casa con una vittoria preziosa dal campo dello West Ham United, superando i padroni di casa 2-0 nel tredicesimo turno della Premier League.
Alexander Isak ha timbrato al 60' e Cody Gakpo ha chiuso i conti al 90+2', guidando i Reds verso tre punti che interrompono una breve serie negativa in tutte le competizioni.
La classifica sorride al Liverpool, ora a 21 punti all’ottavo posto, mentre lo West Ham resta a 11 punti al 17° posto.
Evoluzione della gara e momenti chiave
La partita è partita subito a fuoco: il Liverpool, pur tenendo Salah in panchina, è apparso più propositivo grazie al tridente guidato da Isak e Gakpo, sostenuti da una manovra che ha creato diverse occasioni pericolose.
Il primo ammonito arriva dopo quattro minuti: Isak si invola in zona pericolosa dopo un passaggio folgorante, ma la sua conclusione finisce oltre la traversa, invitando a riflettere sull’efficacia offensiva.
All’11’ Wan-Bissaka spinge sulla corsia destra e serve un cross che provoca una collisione tra Alisson e Gomez durante l’uscita, costringendo il portiere brasiliano a chiedere assistenza prima di riprendere.
Wirtz è stato il giocatore più incisivo sul campo, inventando diverse occasioni pericolose, soprattutto al 16’ con una palla tagliata dentro l’area letta male da Isak, e una chiusura di Van Dijk su colpo di testa che sfiora la traversa.
All’18’ le opportunità migliori dello West Ham: Fernandes serve Wilson che si infiltra dietro la difesa, ma il tiro finisce contro Konaté e si spegne in corner.
La chance più nitida arriva al 21’: Grotta di Gomēz che propone un cross perfetto, la deviazione di testa di Isak viene respinta dall’estremo Areola in una parata superba.
Il Liverpool subisce una trattenuta non rilevata dall’arbitro al 24’ su Gravenberch, provocando forti proteste tra i giocatori rossi che chiedono una punizione sul limite dell’area.
Al 27’ Isak si ricava un’occasione promettente ma sceglie una soluzione complicata e spreca la palla tra le braccia di Areola; al 30’ Mac Allister prova da distanza, ma Areola è attento e respinge.
La pressione continua e al 39’ una manovra ben guidata tra Gakpo e Firzt (l’autore del cross resta la chiave) viene finalizzata in modo impreciso, regalando un’altra chance agli avversari.
Dopo l’intervallo, il ritmo rimane elevato: un tiro da fuori di Gakpo al 50’ sfiora il palo e fa tremare il West Ham, mentre lo spettacolo resta vivo tra errori tecnici e interventi-balzo.
Al 60’ arriva finalmente la svolta: Gakpo si libera sulla sinistra, rifinisce al centro e Isak controlla bene per insaccare con freddezza il gol che spezza l’equilibrio. È il primo gol in campionato per Isak con il Liverpool e arriva nel momento giusto.
Un gol importante non solo per Isak, ma anche per l’allenatore Arne Slot, che cercava una sfida di conferma dopo le flessioni recenti.
Dopo il vantaggio, West Ham prova a reagire con la spinta sulle corsie e le palle lunghe, ma il Liverpool resta compatto e controlla la partita, pur senza riuscire a chiuderla in una maniera immediata.
Al 76’ c’è un batti e ribatti tra Curtis Jones e un compagno, concluso da una conclusione da 22 metri che evita il raddoppio ma sfiora il palo destro.
All’80’ la situazione si complica per West Ham: Paquetá serve una palla filtrante per Volkroj, ma l’ultimo tocco finisce fuori e l’arbitro annulla per fuorigioco di Paquetá di quasi due metri, spegnendo i sogni di pareggio.
All’84’ Lucas Paquetá perde lui stesso la calma: primo cartellino giallo per proteste, seguito poco dopo dal secondo giallo e dall’espulsione diretta, un episodio controverso che spezza definitivamente le speranze locali.
Nel recupero, Liverpool aumenta la pressione e chiude la pratica con un’azione rapida: Gomez serve una palla dentro l’area, Isak controlla e serve la conclusione vincente di Gakpo, che scavalca Areola e trova la rete; la gioia dei Reds è tangibile, il ritiro del West Ham è definitivo.
Punchline 1: Se la tattica fosse una ricetta, Klopp avrebbe scritto “due turni in più di pazienza, una spruzzata di Ten Hag per l’allenamento mentale” – risultato: due gol e tre punti in tasca.
Punchline 2: Se una partita potesse avere una playlist, questa avrebbe messo in loop solo: pressione alta, pressing, e un finale che suona come la suoneria del gol.