Kyrgios risponde a muso duro: chi è Greg Rusedski per decidere le wild card? Il dibattito extra Melbourne si infiamma
3 gennaio 2026
Contesto
Nessuno sfugge al fuoco di Kyrgios: chi osa mettersi tra lui e una wild card per l’Australian Open ha davanti a sé una risposta rapida e tagliente. Questa volta l’attacco è rivolto a Greg Rusedski, ex tennista britannico ora commentatore TV, che ha affermato che Kyrgios non meriti una wild card nonostante sia un giocatore locale.
Risposta e contromosse
Rusedski ha riassunto la sua opinione affermando: “Non gliela darei. Avrebbe dovuto ottenere un risultato importante a Brisbane per meritarsela. Dobbiamo guardare anche i giovani australiani che crescono.”
Kyrgios, dal canto suo, ha reagito al ritorno in Australia, stando alle cronache spagnole, dichiarando che non terrà in considerazione l’opinione di chi è stato associato a comportamenti discutibili. Ha ricordato che la valutazione deve basarsi sui meriti sportivi e non su commenti esterni. Inoltre, dopo la vittoria nel match tra Kyrgios e Aryna Sabalenka il 28 dicembre (6-3, 6-3), la discussione ha assunto toni ulteriori.
Il campione australiano ha poi fatto riferimento a un passato controverso di Rusedski, definendo la situazione come una di quelle che meritano una riflessione seria: “Sono certo che Greg sia stato arrestato una volta per l’uso di droghe da miglioramento delle prestazioni; quindi non prenderò i suoi consigli sul torneo.”
Secondo quanto riportato, Kyrgios allude al possibile risultato positivo di Rusedski per nandrolone nel 2004. Attualmente classificato oltre la centina madre del ranking, l’australiano, che si trova intorno alla posizione 671, avrebbe bisogno di una wild card per entrare nel main draw del primo grande evento della stagione.
In chiusura, l’articolo sottolinea come l’eco delle parole attraversi la scena: tra dichiarazioni, contro-dichiarazioni e una dose di humour, la stagione promette scintille. E se la chiave della polemica è la wild card, la vera partita è tra la tattica e la fiducia nel proprio gioco.
PUNZONE: Se la critica fosse una pallina, Kyrgios la servirebbe prima dell’avversario e vincerebbe pure senza giocarla.
Seconda punchline: Se la morale avesse un ace, sarebbe proprio quello di Kyrgios: non sarebbe il primo a vincere con una battuta, ma forse sarebbe l’ultimo a restare serio a fine partita.