La trattativa incendiaria tra Al Ahly e Karama: Ahmed Abdelkader tra rinnovi, richieste e una nuova avventura?
2 febbraio 2026
Contesto della trattativa
Ahmed Abdelkader, esterno offensivo dell'Al Ahly, è al centro di una trattativa con il club iracheno Karama nel corso della finestra di mercato invernale. Delegazioni irachene sono arrivate al Cairo per tentare di chiudere l'accordo, con l'obiettivo di assicurarsi le prestazioni del giocatore nelle prossime settimane.
Situazione contrattuale
Abdelkader è legato all'Al Ahly fino alla fine della stagione in corso, cosa che gli permette di muoversi a costo zero nel prossimo mercato se non si troverà un accordo per il rinnovo. La distanza tra le parti è significativa: l'offerta annuale dell'Ahly è di 17 milioni di lire egiziane, mentre il giocatore pretende circa 50 milioni di lire all'anno.
Posizioni delle parti
L'ala ha rifiutato temporaneamente il rinnovo a causa della differenza tra la proposta economica e le sue aspettative. Secondo le fonti, Karama ha presentato un'offerta ufficiale inferiore a 200.000 dollari, mentre l'Ahly spinge per un aumento della cifra o per la concessione di un rinnovo prolungato che renda l'operazione appetibile.
Abdelkader sarebbe disponibile a una breve esperienza in campionato iracheno, ma vuole chiudere tutte le questioni con l'Ahly prima di legarsi al Karama, preferendo un contratto di breve durata.
Si racconta inoltre che l'Ahly chieda fino a 500.000 dollari per la cessione, oppure la possibilità di accettare l'offerta del Karama solo se il giocatore accettasse di prolungare il suo accordo con l'Ahly di un anno in più — una condizione che al momento è stata respinta dal giocatore.
In definitiva, la trattativa resta aperta: Abdelkader cerca una palestra di gioco regolare, l'Ahly vigila sulle condizioni e Karama resta in attesa di un accordo definitivo.
Punchline 1: Se la matematica del mercato fosse un videogioco, Abdelkader avrebbe già sbloccato il livello “Minutaggio Garantito” ma l'OK definitivo resta in questione.
Punchline 2: Tra rinnovi e contratti, pare che anche i transfer window abbiano bisogno di una licenza per ridere: l'unico visto è che il pallone va sempre dove non può arrivare la contabilità.