Labib invita Sisi a risolvere la controversia sulla Terra di Ottobre: carte in regola, ma la burocrazia non va in vacanza
22 novembre 2025
Appello di Labib a Sisi per sbloccare la terra di ottobre
Il presidente del consiglio di amministrazione di Zamalek, Hussein Labib, ha indirizzato un appello diretto al presidente Abdel Fattah el-Sisi affinché intervenga nella controversia riguardante la terra destinata al club nella Città di 6 ottobre. Labib ha ribadito la piena legittimità dei documenti presentati dal club e la fiducia nel quadro giuridico vigente.
In un intervento televisivo, Labib ha spiegato di essersi scusato per un’assenza mediatica recente per motivi di salute e ha promesso di tornare presto in TV, sostenuto dal vicepresidente Hisham Nasr nell’appello al presidente.
Ha dichiarato: “Supportiamo quanto detto da Nasr nel sollecitare un intervento diretto del presidente; Zamalek è uno dei club più grandi dell’Egitto e abbiamo tentato tutte le vie legali per chiudere questa situazione, che è estremamente complessa.”
La discussione ha coinvolto anche il contesto sportivo: è stato richiamato l’interesse del pubblico per la prossima sfida tra Zamalek e Zesco United, in relazione al torneo CAF, con la presenza di immagini di team e stemmi durante la trattativa.
In seguito, Labib ha aggiunto: “Valutiamo che il club appartenga allo Stato e che qualsiasi decisione sia presa nell’interesse della nazione; chiediamo al pubblico di fidarsi che le carte sono in ordine e che le procedure legali saranno seguite.”
Hisham Nasr riconosce difetti nella gestione della comunicazione
Conseguentemente, Nasr ha chiesto scusa al pubblico per le lacune nel modo di comunicare della dirigenza, assicurando che lo sforzo è in corso per chiarire tutte le questioni pubbliche in modo trasparente.
Ha spiegato: “Abbiamo commesso degli errori nel modo in cui ci siamo presentati; però, la gestione ha lavorato per risolvere la situazione e per informare la tifoseria.”
Ministero dello Sport: lo Stato non abbandona il Zamalek
In parallelo, il ministro Ashraf Sobhi ha mandato un messaggio di rassicurazione agli appassionati, evidenziando che il Governo monitora costantemente la situazione legata alla terra di 6 ottobre e confida in una rapida definizione della controversia. Secondo Sobhi, la questione è legata a contratti e obblighi decennali, non a una singola persona.
Il ministro ha aggiunto che “ci sono soluzioni” e che Zamalek è un’unità importante per il calcio egiziano e per la nazione; l’obiettivo è chiudere l’argomento con una soluzione che tuteli l’integrità del club.
A quando la soluzione definitiva?
La crisi della terra di ottobre resta la sfida principale per l’amministrazione attuale. Il club sostiente che la revoca dell’area rischia di minare la futura stabilità finanziaria e ha fornito documenti che a suo avviso dimostrano la correttezza delle sue azioni. Il consiglio ha dichiarato di favorire una risoluzione entro il mese successivo, sottolineando l’urgenza di mantenere l’equilibrio tra sport e gestione legale.
In chiusura, Labib e Sobhi hanno rinnovato l’impegno a risolvere la situazione nel miglior interesse del club, dei tifosi e dello sport egiziano, e hanno promesso di mantenere la comunità informata su ogni sviluppo.
Punchline 1: se la burocrazia avesse una tattica, sarebbe sempre in fuorigioco… ma i tifosi hanno dichiarato fuori campo: sopportate, la luce in fondo al tunnel è l’arbitro che conta i tempi.
Punchline 2: quando la firma è pronta, la palla è in mano al decoro: basta che la carta non chieda il VAR del ministero per approvare un pezzo di terra.