Quando il tempo sembra fermarsi per l'Algérie: l’era d’oro che ancora ispira il calcio africano
21 novembre 2025
Periodo dorato: una macchina da titolo
Con l’avvicinarsi della Coppa Arab 2025, l’attenzione torna sull’Algeria, campione in carica, la cui era dorata resta impressa nella memoria dei tifosi. Sotto la guida di Djamel Belmadi, la squadra ha creato una delle pagine più limpide della storia del calcio africano e arabo, elevando standard di dominio, tenacia ed efficacia che si sono tradotti nel trionfo della Coppa delle Nazioni Africane nel 2019 in Egitto.
Non fu solo una sequenza di vittorie, ma una vera e propria organzione tattica e tecnica, con attacco prolifico e difesa che non ha dato tregua agli avversari.
Ora, con la nazionale pronta a tornare in scena, è fondamentale rivedere quei giorni d’oro per comprendere l’eredità e le sfide che attendono i giocatori odierni, chiamati a riaccendere la fiamma della gloria.
Una marcia invincibile verso il titolo africano
Nell’itinerario verso la gloria continentale, l’Algeria ha disputato sette partite senza alcuna sconfitta, una statistica rara in tornei dall’esito sempre incerto. Il cammino: vittorie su Kenya (2-0), Senegal (1-0) e Tanzania (3-0) in fase a gironi.
Negli ottavi, goleada contro la Guinea (3-0); nei quarti, pareggio con la Costa d’Ivoire (1-1) e vittoria ai rigori (4-3); in semifinale, una vittoria storica contro la Nigeria (2-1) grazie a un gol decisivo di Riyad Mahrez; in finale, altro successo sul Senegal (1-0).
Questi risultati hanno mostrato disciplina tattica, gestione della pressione e capacità di chiudere le partite nei momenti chiave.
Numeri dorati… una lingua che non mente
Nell’arco di quel periodo, l’attacco ha trovato una media di oltre 1,8 gol a partita, con 13 gol segnati in 7 match. Riyad Mahrez e Ismaël Bennacer hanno guidato la squadra, imprimendo fiducia e leadership dentro e fuori dal campo.
Difesa d’acciaio
Tra gli interpreti chiave, il portiere Rais Mbolhi ha mantenuto la porta inviolata in quattro occasioni su sette contro Kenya, Senegal, Tanzania e Guinea, e la squadra ha incassato solo due gol nel torneo, dimostrando un equilibrio difensivo che ha accompagnato l’efficacia offensiva.
La continuità di risultati ha portato l’Algeria a 35 partite consecutive senza sconfitta, un primato che la colloca tra le grandi del calcio mondiale, seconda solo all’Italia per l’intervallo senza ko.
La fase dorata ha definito una nuova identità: una squadra capace di segnare, difendere e gestire le partite con grande cura, portando l’Algeria tra le potenze dominanti del continente.
Con l’avvicinarsi della Coppa Arab 2025, resta la domanda se quel talento e quella mentalità siano pronti a rinnovare la gloria in un nuovo contesto tattico e competitivo. L’eredità resta una bussola per il presente.
La verità è che quel capitolo non è finito: l’Algeria arriva all’appuntamento con una storia da portare avanti e un peso da gestire, ma anche con la consapevolezza che la gloria richiede continuità e nuove imprese.
Punchline finale: se la palla è rotonda, la statistica dice che andrà a finire dove serve di più; e se l’arbitro fischia, è solo per farci un secondissimo primo piano di tacco. Punchline 2: l’Algeria non perde da 35 partite? Allora la vera domanda è: chi ha fretta di spegnere la luce quando la lampadina della difesa resta accesa?