Quando l'integrità dello sport è in palio: l'Egitto mette al sicuro i suoi atleti dopo la fuga di Kisho
17 ottobre 2025
Contesto e obiettivi
Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha emesso una dichiarazione ufficiale a seguito della larga attenzione suscitata dall\'episodio della fuga del campione di wrestling Muhammad Ibrahim “Kisho”, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, a fronte di voci secondo cui potrebbe rappresentare gli Stati Uniti nelle competizioni future.
Nella sua dichiarazione il ministero ha confermato di monitorare da vicino quanto è stato divulgato riguardo ai tentativi di alcuni soggetti esterni di attrarre atleti egiziani e di naturalizzarli con metodi illegali, rimarcando che lo Stato egiziano affronta questo dossier con la massima responsabilità e in stretta coordinazione tra le autorità locali e internazionali interessate.
Lo stesso comunicato ha sottolineato che tali pratiche costituiscono una palese violazione dei valori e dei principi olimpici, oltre a violare esplicitamente le norme che regolano il trasferimento degli atleti tra paesi.
Inoltre ha chiarito che tali tentativi rappresentano una forma di immigrazione illegale e traffico di esseri umani, in quanto alcune parti cercano di sfruttare le condizioni sociali o economiche di alcuni giovani campioni per realizzare interessi particolari a discapito del senso di appartenenza nazionale.
La stessa ministra ha confermato che lo Stato egiziano, guidato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi, dedica grande attenzione a proteggere i propri giovani e atleti da qualsiasi tentativo di ledere il loro senso di appartenenza nazionale o di sfruttarli fuori dai canali legali, sottolineando che l\'Egitto non tollererà alcuna manomissione della dignità dei propri atleti o dei loro diritti legittimi.
Azione e misure
Nella dichiarazione, il dottor Ashraf Sobhi, ministro della Gioventù e dello Sport, ha ordinato la creazione di un team di lavoro integrato per seguire direttamente la questione e coordinarsi con tutte le autorità locali e internazionali interessate, al fine di adottare misure deterennti contro qualsiasi tentativo di naturalizzazione illegale mirato agli atleti egiziani.
Si è inoltre riferito che il ministero ha già avviato passi concreti in collaborazione con il Comitato Olimpico Egiziano, la Federazione Egiziana di Lotta, la Confederazione Africana di Lotta e la Federazione Internazionale della disciplina. Sono state adottate misure ufficiali a livello africano e internazionale per garantire la protezione degli atleti egiziani e prevenire il ripetersi di simili fenomeni.
La dichiarazione ha rivelato che le mosse hanno incluso una comunicazione ufficiale della Confederazione Africana di Lotta all\'Unione Internazionale e alle federazioni nazionali interessate, chiedendo di fermare qualsiasi tentativo di naturalizzazione illegale dei giocatori egiziani. Le lettere hanno anche evidenziato il rispetto della sovranità dello Stato egiziano e il pieno diritto di custodire i propri atleti che rappresentano la nazione nelle competizioni internazionali.
La questione è stata formalmente inserita all\'ordine del giorno della Federazione Internazionale di Lotta, preparando la discussione e l\'adozione di provvedimenti contro chiunque sia coinvolto in tentativi di reclutamento o naturalizzazione illegale. La ministra ha lodato la posizione africana unitaria guidata dal presidente della Confederazione Africana di Lotta e vicepresidente della Federazione Internazionale, Fouad Maskot, che ha rifiutato pratiche che ledono l\'integrità sportiva o la dignità degli atleti.
La ministra ha anche spiegato l\'impegno dello Stato nel proteggere gli atleti: la politica è sostenuta dal presidente Sisi, che ha enfatizzato costantemente l\'attenzione verso gli atleti e il loro percorso alle competizioni globali e olimpiche. L\'iniziativa mira a creare un ambiente che prevenga le pressioni esterne e garantisca un futuro stabile all\'interno della nazione.
La politica ha inoltre chiesto alle federazioni locali e internazionali di collaborare per fronteggiare la pratica della naturalizzazione illegale, che è vista come una minaccia etica e umana al futuro dello sport globale. La provincia: l\'Egitto, storico faro della sportività in Africa e nel mondo arabo, non tollererà alcun tentativo di minare la dignità dei propri atleti o di sfruttarli al di fuori dei canali legali, e continuerà a muoversi a livello diplomatico e sportivo per proteggere gli atleti egiziani in tutte le discipline.
Infine la dichiarazione ha confermato che lo sport egiziano è parte integrante della potenza soft dello Stato e che l\'Egitto continuerà a proteggere i propri atleti e la loro maglia nazionale nelle competizioni internazionali, sanzionando con rigore qualsiasi attacco all\'appartenenza nazionale.
Note finali: due battute per alleggerire l\'atmosfera:
Punchline 1: Se cambiare cittadinanza fosse una mossa legale, i wrestler avrebbero già la cittadinanza… ma solo sul tappeto!
Punchline 2: Se l\'integrità sportiva fosse un videogioco, l\'avatar etico sarebbe già sbloccato al livello massimo: niente trucchi, solo regole!