Rodrygo rompe gli schemi: nuovi segnali di addio al Real Madrid fanno rumore sul mercato
5 dicembre 2025
Aggiornamenti sul futuro di Rodrygo
Rodrygo, stella del Real Madrid, è al centro delle indiscrezioni estive sull’addio al club. Il talento brasiliano è stato al centro delle discussioni per settimane e ha mancato la panchina nella prima partita di Liga contro Osasuna, alimentando nuove voci sul suo destino.
Verso nuove destinazioni
Secondo tutte le voci circolate, Rodrygo avrebbe intrapreso passi formali per spingere il club a cederlo. Nonostante l’allenatore Xabi Alonso abbia dichiarato di fare affidamento su Rodrygo e lo abbia ribadito anche martedì, a Madrid si dice che Madrid non intenda venderlo a meno che non esprima chiaramente la volontà di andare via, pur restando aperti a eventuali offerte.
Secondo Indykaila, Rodrygo avrebbe ora accettato di non avere un ruolo fondamentale al Bernabéu e avrebbe discusso la situazione con il presidente Florentino Pérez. Il brasiliano avrebbe deciso di richiedere il trasferimento entro una settimana dalla chiusura del mercato.
Quest’estate l’agente di Rodrygo e suo padre, Eric Joyce, si sono rivolti al famoso intermediario Pini Zahavi per cercare una soluzione al dossier. Zahavi è stato in Inghilterra per incontrare Arsenal e Liverpool per discutere un possibile trasferimento. Durante gli incontri, Zahavi ha comunicato al Liverpool le richieste economiche di Rodrygo.
All’inizio sembrava che Manchester City fosse la destinazione più probabile, ma l’interesse dipende dalla cessione di Savinho. Tottenham Hotspur potrebbe rilanciare l’interesse, ma finché City non apre alla trattativa, Rodrygo non potrà essere sostituito, nonostante l’apprezzamento di Pep Guardiola.
In una fase di mercato ancora fluida, la situazione di Rodrygo resta incerta: Madrid attende segnali concreti dal giocatore mentre le pretendenti cercano di convincerlo con minuti e progetti differenziati.
Ricapitolando: se partirà, l’unico a piangere potrebbe essere il calendario del mercato; se resta, tornerà a combattere per un posto da titolare, ma con la necessità di dimostrare che la fiducia non era un miraggio.