Rotta verso la gloria: a 22 anni Roefs conquista la Premier League e gli occhi della nazionale
5 gennaio 2026
Roefs, una rivelazione forgiata in due campi
La storia di Robin Roefs sembra una favola sportiva: a 22 anni è già al secondo anno da portiere titolare e si sta imponendo come una delle rivelazioni della Premier League, con l’aspirazione di una chiamata in nazionale per il Mondiale. Alto 1,93 m, sviluppa una sicurezza che va oltre l’età, guidando la retroguardia di Sunderland con calma e puntualità remarquo. Non è solo una questione di riflessi: Roefs ha saputo gestire la palla, guidare la linea e mantenere la lucidità anche nei momenti più caldi delle partite.
Ogni volta che si avvicina al City Ground, lo spogliatoio di Nottingham Forest sembra fermarsi: i compagni di Sunderland interrompono le chiacchiere, applaudono e festeggiano l’ingresso del nuovo portiere, diventato rapidamente un elemento chiave delle prime fortune della squadra in questa stagione.
Le sue parate hanno alimentato una crescita di fiducia che va oltre la singola partita. In Inghilterra, Roefs è emerso per la sicurezza, l’equilibrio e la gestione impeccabile dei tiri, guadagnandosi la stima dei tifosi che ora lo considerano un punto di riferimento nelle emergenze tra i pali.
Nella sfida tra Sunderland e Manchester City, Roefs ha ribadito il motivo per cui è diventato oggetto di spinta mediatiche: una lotta tra due tra i migliori portieri del contesto inglese, con parate che hanno riempito i tabellini e una tensione che ha stretto i fan ai sedili. La stampa e gli addetti ai lavori hanno iniziato a includerlo tra i nomi più solidi della lega, con l’impressione che la sua crescita sia tutt’altro che terminata.
Dopo il match, Troy Deeney ha raccontato a BBC che Roefs è “il miglior acquisto di questa stagione”, un giudizio che ha trovato conferma anche in analisi tecniche e nelle classifiche: Jamie Carragher l’ha inserito tra i migliori 11 della Premier League nella prima metà della stagione. Carriere come la sua hanno bisogno di quei piccoli segnali di fiducia, ed è ciò che Roefs sta ricevendo a ogni partita.
Un altro parere notevole è arrivato da commentatori e descrittori: Roefs è sempre più visto come una presenza non solo tra i pali ma anche nella mentalità del gruppo, dove la sua calma e la concentrazione contagiano l’intera squadra. Anche i tifosi hanno iniziato a usare il gergo del settore per celebrare le sue parate, che spesso hanno subito una lettura rapida della situazione di gioco e hanno trasformato i rischi in opportunità.
Le statistiche stanno raccontando una storia interessante: una percentuale di parate vicina al 79% e un volume di tiri respinti che si traduce in numeri davvero competitivi. Con una quantità di tiri respinti superiore a trenta e una mediana di parate che si attesta su oltre 3 a match, Roefs ha già scritto una pagina importante della sua carriera. In sette clean sheets, ha contribuito a tenere la porta inviolata in più di 700 minuti complessivi. Per chi ama i numeri, la statistica parla chiaro: Roefs è una presenza affidabile e continua a crescere.
La sua storia dopo l’ultima stagione è quella di una crescita rapida: nel 2023/24 Roefs era una promessa a NEC Nijmegen, spesso in ombra rispetto al veterano Jasper Cillessen. Il dialogo con il portiere olandese più esperto ha stimolato Roefs a affinare l’analisi del gioco, a capire come leggere gli attacchi più complessi e a scegliere il momento giusto per intervenire. La chisura al fianco di un portiere di rango ha contribuito a trasformarlo da promessa a realtà in rapida ascesa.
Quando Cillessen si è trasferito, Roefs ha intravisto una nuova opportunità: l’adattamento al livello superiore è avvenuto in fretta. In poco tempo ha mostrato di essere pronto a prendersi lo spazio che merita, dimostrando che la fiducia nello staff tecnico e nei propri mezzi non è stata vana. Secondo una fonte interna, l’allenatore di NEC non ha nascosto rispetto per la crescita del ragazzo, definendo la sua progressione come “naturale e concreta”.
L’estate ha portato una svolta definitiva: Sunderland ha chiesto l’ingresso di Roefs nel progetto, e in venti minuti è stata chiusa la trattativa per la sua permanenza in Inghilterra. L’operazione ha evidenziato la rapidità con cui i percorsi possono incrociarsi a questo livello, dove talento, tempismo e una certa dose di fortuna si combinano per dare vita a una carriera pronta a decollare. Dalle parole dei dirigenti e degli osservatori è emerso un quadro chiaro: Roefs è pronto a dimostrare di essere all’altezza anche nel palcoscenico europeo.
La nazionale olandese ha seguito con attenzione il percorso di Roefs. Pur non avendo ancora debuttato in gare ufficiali con la prima squadra senior, le indicazioni sono positive: a novembre, Roefs è stato citato come possibile candidato per le qualificazioni mondiali, mentre il portiere titolare della primavera Oranje ha mostrato segnali di continuità che fanno pensare a un futuro tra i grandi. Roefs ha confermato la soave fiducia nel proprio percorso: “Bar Verbruggen sta offrendo prestazioni eccezionali” ha detto, sottolineando che la porta è una questione di continuità e di opportunità. Il discorso è chiaro: proseguire con l’allenamento, rimanere umili, e afferrare al volo le chance quando si presenteranno.
Nei giorni della maturazione, Roefs ha ancora una volta dimostrato di saper gestire la pressione. Da NEC Nijmegen a Sunderland, con una tappa a ovest, l’Olanda continua a osservare con attenzione ciò che sta accadendo. E se la storia recente è un indizio, forse la prossima estate potrebbe portare una chiusura importante: una convocazione definitiva o, al minimo, un ruolo in una formazione che guarda al Mondiale in America. Roefs ha una filosofia semplice: “Se arriva una grande opportunità, sono pronto a valutare; ma non penso che sia necessario forzare i tempi: passo passo.”
Quattro anni fa Roefs era terzo portiere a NEC e guardava il Mondiale in Qatar da una comoda poltrona tra amici. Oggi è a un passo dall’orizzonte della nazionale maggiore. Il sogno resta vivo, e l’occasione di mostrarsi a un pubblico ancora più vasto potrebbe arrivare in estate, quando la squadra potrebbe spostarsi in America per le prossime sfide. Roefs ha una visione pragmatica: crescere, affinare le qualità e, soprattutto, non pensare al mondo intero, ma al prossimo palmo di campo. L’obiettivo è chiaro: essere pronto quando arriva la chiamata, sia essa per l’Europeo o per le qualificazioni mondiali.
Alla fine, Roefs vuole solo progredire: “Non c’è fretta, ma c’è determinazione.” Se il cammino resta su questa linea, l’Olanda avrà un nuovo portiere su cui contare per il futuro prossimo. E se nel frattempo il mondo guarda a questa storia con curiosità, lui risponde con una serie di parate che non lasciano dubbi sul fatto che una nuova stella sta davvero sorseggiando l’aria del grande calcio.
Oh, e due battute per chiudere con un sorriso: se le parate fossero una serie TV, Roefs sarebbe la stagione che tutti aspettano. Parata dopo parata, la trama si infittisce e il finale resta aperto. E se la porta avesse una pagina social, sarebbe piena di like in tempo reale: ogni tiro respinto è un engagement point che fa crescere la fiducia di tutta la squadra. Perché il bello del calcio è questo: quando ciò che conta non è solo l’eroe di turno, ma la squadra che gli dà la spalla, si può davvero sognare in grande. Due battute finali per chiudere: 1) Se le parate avessero sponsor, Roefs potrebbe avere una portata di pubblico che fa impallidire le sponsorizzazioni; 2) Se la palla potesse parlare, chiederebbe a Roefs di firmarle l’anticipo del contratto: “Mi firmi, per favore? La tua esistenza è un lusso che non posso permettermi di fluttuare senza di te.”