Saka tra gol e crema: la ricetta segreta del capitano dell'Arsenal
22 novembre 2025
La parabola di Bukayo Saka: tra sogni, caffè e gol
Il giovane talento inglese Bukayo Saka, capitano dell'Arsenal, rivela molti aspetti umani e personali del suo percorso nel calcio: origini, ruolo nei Gunners, ambizioni future con la nazionale inglese e, sorprendentemente, una passione per la preparazione del caffè.
Saka è entrato nell'accademia dell'Arsenal all'età di sette anni ed è oggi uno dei protagonisti della squadra, avendo disputato 277 partite e segnato 76 gol, diventando uno dei giocatori più amati dai tifosi dell'Emirates.
Ha contribuito a portare l'Arsenal in finale di Europa League 2019, ha giocato un ruolo chiave nella vittoria della FA Cup nel 2020 e ha aiutato la nazionale inglese a raggiungere le finali agli Europei del 2021 e 2024.
Dal primo giorno al vertice della Premier League
Oggi guida la squadra di Mikel Arteta in vetta alla Premier League, con grandi speranze di tornare a sollevare trofei per la prima volta dal 2004. La società nutre fiducia nel suo potenziale di rinnovo contrattuale.
In un'intervista alla BBC, Saka ha dichiarato che per lui il calcio è stata la "sola fonte di felicità" sin dall'infanzia e non si è mai visto fare altro.
Ricorda l'infanzia: giocava nel cortile di casa con il fratello e il padre; erano due contro uno, e lui non accettava la sconfitta; se perdeva, piangeva e si arrabbiava.
Parla poi del suo primo club, "Greenford Celtic": la maglia verde a strisce, il modo di pulire le scarpe sbattendole sugli alberi dopo le partite, una fase che considera estremamente importante.
Molto presto capì di avere talento, ma non ne fece una fissazione: "Mi divertivo. Ero bravo e questo rendeva il gioco ancora più bello."
Racconta anche del momento in cui capì che poteva unirsi all'Arsenal, quando il padre ricevette un invito da un cacciatore di talenti; fu Hale End per la prima prova: senza paura, solo divertimento. Prestazioni eccellenti e promozione al team maggiore; da bambino, fu poi scelto per restare.
Il padre preferiva l'Arsenal per la fiducia nell'accademia, nello stile di Wenger e nel percorso chiaro che consente ai giovani di salire in prima squadra.
Per Saka, diventare giocatore dell'Arsenal e amare il club fin da bambino è un sogno realizzato. Andava sugli spalti come tifoso; oggi è lui a essere osservato dai tifosi.
Ricorda una delle tappe decisive dell'academy: un allenatore disse che solo uno o due di loro sarebbero arrivati in prima squadra. Per Saka, quella frase è diventata carburante: "Devo essere io quello."
Ha anche parlato del sostegno di giocatori esperti come David Luiz e Pierre-Emerick Aubameyang; lo hanno accolto in modo incredibile, offrendo fiducia e consigli che si sono riflesse immediatamente sul suo livello di gioco.
Saka è fiero delle radici nigeriane: i valori dei genitori e la loro filosofia di vita hanno fortemente influenzato la sua persona.
Fuori dal campo, ha scoperto un nuovo hobby: camminare in natura e godersi la routine mattutina. Inoltre, ha sviluppato una grande passione per il caffè; sta imparando l'arte di prepararlo, persino disegnando figure con la crema del latte. Ha dichiarato di voler seguire lezioni professionali per diventare un barista part-time.
Secondo lui, l'infortunio della scorsa stagione è stato un punto di svolta: ha capito che la vita è anche oltre il calcio e ha imparato a bilanciare tutto.
Nonostante la maturità, la passione per il gioco non è diminuita: "Voglio vincere tutti i titoli, con l'Arsenal e con l'Inghilterra." La sua personalità è cresciuta, ma resta lo stesso ragazzo che crede nello humor: "ridere e divertirsi sono le cose più importanti; questo gioco deve portare felicità."
PUNCHLINE FINAL:
Punchline 1: Se la tattica diventa complicata, Saka la mitiga con un espresso doppio e una corsa in verticale del baricentro.
Punchline 2: Se il pallone fa i capricci, basta una battuta: la panchina non è una spa, è solo una pausa caffè per allenare la risalita in campo.