Sami Al-Jaber attacca la panchina di Al-Hilal: debolezza, infortuni e la controversa questione dei “nati”
18 novembre 2025
Le critiche di Sami Al-Jaber alla panchina dell'Hilal
Sami Al-Jaber, leggenda del calcio saudita, ha criticato la panchina di Al-Hilal, affermando che è meno forte di un tempo e non riesce più a fare la differenza come una volta.
La squadra è attualmente colpita da diversi infortuni, trasformando la panchina in una delle principali prove per l’allenatore italiano Simone Inzaghi.
L’addio di Jorge Jesus e l’arrivo di Inzaghi hanno portato cambiamenti di carico di lavoro che, secondo la leggenda, hanno influito sugli infortuni muscolari della squadra.
Al-Jaber ha dichiarato in tv che la maggior parte dei giocatori infortunati nel ritiro della nazionale, attualmente a Jeddah, proviene dal club Al-Hilal, segnalando una preparazione non adeguata.
Ha menzionato tre giocatori infortunati: Hassan Tambakti, Abdullah Al-Hamdan e Metab Al-Harbi, sottolineando che i tempi di recupero indicano una preparazione non sufficiente e che l’anno scorso è stato particolarmente pesante per via della partecipazione al Mondiale per Club e della corsa ai quarti di finale.
X>La panchina si è rivelata meno affidabile rispetto al passato, secondo l’ex capitano. La stagione corrente viene descritta come una delle più difficili, con la Coppa Araba che rischia di pesare sul rendimento dei giocatori più di quanto non faccia con la nazionale.
La partenza di Jorge Jesus e l’arrivo di Inzaghi sono stati ritenuti fattori importanti che hanno influenzato il carico di lavoro e le lesioni muscolari, visto che diversi allenatori hanno approcci differenti alle intensità degli allenamenti.
Al-Jaber ha avanzato una proposta: rinforzare la difesa con un mix di giocatori locali, piuttosto che aumentare ulteriormente la quota di stranieri, affinché la panchina possa offrire soluzioni locali di livello.
In merito ai giocatori “nati” in Arabia ma stranieri di origine, ha definito questa categoria una “catastrofe” economica, affermando che la loro presenza ha spesso sostituito giocatori locali e ha pesato sui costi e sulle opportunità nazionali.
Ha sottolineato la necessità di una revisione della strategia a lungo termine, con un allenatore capace di una visione d’insieme e non solo di una parentesi di un anno.
In ambito internazionale, Al-Jaber ha elogiato la coraggiosa presa di posizione di Hervé Renard, allenatore della nazionale saudita, che ha riconosciuto che la Coppa Arab non è solo un periodo di preparazione.
Renard ha espresso l’auspicio che la squadra partecipi a tornei importanti con l’occhio al titolo, un approccio che dovrebbe riflettersi anche nel turn over del gruppo di giocatori.
Il match preparatorio tra l’Arabia Saudita e l’Algeria si giocherà a Jeddah, in attesa della Coppa Araba 2025 in Qatar, prevista dall’inizio di dicembre fino al 18 del mese.
La squadra verde ha battuto la Costa d’Avorio in amichevole 1-0 nella recente uscita, un segnale di continuità che il tecnico Renard cercherà di mettere a frutto nel lungo periodo.
Si attende che Renard continui a monitorare i propri giocatori in un contesto competitivo molto forte, con la formazione di riferimento che parteciperà anche al Mondiale 2026.
La partita di esordio della Coppa Araba si svolgerà in Qatar, con la selezione saudita che dovrà dimostrare di poter reggere ruoli da protagonista contro squadre competitive.
Infine, la leadership di Nasser Al-Johar rimane una pietra miliare della gestione, avendo guidato la nazionale in 61 incontri, un dato che la dice lunga sul peso della figura nel panorama internazionale.
Punchline 1: se la panchina è debole, almeno avrà una seduta di fisioterapia gratuita: l’unico posto dove non cadono i riflettori è sotto un tavolo rotondo.
Punchline 2: se i “nati” sono una catastrofe economica, forse è ora di lanciare una scuola per talenti locali: “Nati e Abili – dalla panchina al pallone”.