Tanzania mette in crisi il Marocco: pareggio a reti asciutte e record in bilico
4 gennaio 2026
La sfida che mette in crisi Regragui
Il primo tempo si è chiuso senza reti, con la Tanzania che ha imposto una pressione che ha messo in difficoltà il commissario tecnico marocchino Walid Regragui.
La Tanzania è riuscita a mettere in crisi Regragui e, nonostante le occasioni, il Marocco non è riuscito a trovare la via del gol entro l’intervallo, in una sfida degli ottavi di Coppa d’Africa.
Regragui non è riuscito a guidare la squadra al gol nel primo tempo nemmeno in questa sfida, come era successo nell’ultimo ottavo della CAN in Côte d’Ivoire, quando la squadra marocchina perse contro il Sudafrica a San Pedro in una partita segnata da un gol decisivo.
Regragui è il primo ct marocchino a guidare i Leoni dell’Atlante in due CAN consecutive nella fase a eliminazione diretta; di fronte alla Tanzania ha raggiunto otto partite consecutive in CAN, un dato che richiama i record di Henri Michel e Hervé Renard.
Riflessioni tattiche e prospettive
La serie di problemi non si ferma qui: è la quarta sfida tra le due nazioni in cui il Marocco non segna nel primo tempo, nonostante tre incontri precedenti: 3-0 nei gironi della scorsa edizione, e 2-0 andata e ritorno nelle qualificazioni al Mondiale 2026. In tutte queste occasioni la rete è arrivata nel secondo tempo.
Il pareggio mantiene aperta la contesa e lascia spazio a riflessioni su come la Tanzania sia riuscita a rallentare le trame offensive del Marocco, costringendo l’allenatore a rivedere piani e modifiche a inizio ripresa. Insomma, la tattica ha funzionato: rallentare, attendere, e magari sorprendere nel momento giusto.
Punchline: 1) Se non segni nel primo tempo, forse è perché il tuo caffè è diventato un sostituto dell’attaccante. 2) E se la difesa fosse una scuola, sarebbe la lezione su come restare lucidi quando il cronometro corre troppo in fretta.