Zamalek ko contro ZED: le nostre crisi più grandi svelate
11 gennaio 2026
Analisi della sconfitta e delle scelte in campo
Moataz Gamal, allenatore dello Zamalek, ha dichiarato che la sconfitta 1-0 contro ZED, in Coppa della capitale, è avvenuta fuori dai piani.
Ha spiegato durante la conferenza stampa che non intende attribuire la responsabilità a nessun giocatore, particolarmente ai giovani impiegati in una fase di assenze, e che l’impegno di schierare alcuni titolari mirava a caricare i ragazzi fisicamente dopo la sospensione delle attività.
Ha rivelato inoltre che ha dovuto effettuare tre cambi forzati a causa di infortuni improvvisi, costringendo a rivedere il piano di gioco più volte per adattarsi alle condizioni di campo.
La fase successiva, ha aggiunto, richiederà un intenso lavoro di riatletizzazione e l’affermazione che la difficoltà principale non sia tecnica, ma la gestione di uno stato mentale negativo da affrontare passo dopo passo prima del ritorno in campionato e della Confederation Cup.
Ha specificato che l’attenzione futura resta sulla preparazione fisica e sulla resilienza mentale, pur riconoscendo l’influenza degli infortuni sulla bateria tattica e sull’organizzazione in campo.
Ha concluso sottolineando l’orgoglio nel prendere in carico la squadra senza condizioni, aggiungendo che l’assenza di Nasser Maher punta proprio a preservare la lucidità necessaria per le gare ufficiali, anche se la distanza tra le scelte e i risultati resta evidente.
Prospettive e prossimi passi
In chiusura, Gamal ha ribadito l’impegno a migliorare l’aspetto fisico e lo stato mentale della squadra, confidando che una gestione più accurata del carico di lavoro, dei tempi di recupero e della motivazione possa invertire la tendenza. L’intera dirigenza appare convinta che la stagione sia ancora aperta a reconciliarsi con i tifosi, pur tra difficoltà e incertezze.
Punchline: se la tattica è una freccia, è normale che manchi il bersaglio: la freccia ha solo bisogno di una chiara mira, non di una traiettoria poetica.
Punchline 2: e se tutto va storto, ricorda che l’unico vero colpo di scena è sempre la palla che rimbalza dove non dovrebbe: almeno fa ridere la panchina.