Addio alla panchina: l’Egitto punta su un tecnico straniero dopo l’addio di Alaa Nabil
19 dicembre 2025
Contesto
La Federazione Calcistica Egiziana ha annunciato ufficialmente la separazione dall’allenatore Alaa Nabil, confermando la decisione di comune accordo tra le parti e la non rinnovabilità del contratto in scadenza a fine mese dopo due anni di legame.
Nabil è stato elogiato per l’impegno e le qualità professionali, definito come uno dei talenti affidabili dell’ente e apprezzato per l’apporto tecnico fornito nell’arco della collaborazione.
Nabil vanta una carriera di rilievo: ha lavorato come vice dell’allenatore defunto Mahmoud Al-Johri con la nazionale egiziana e, in passato, con la nazionale della Giordania; ha inoltre guidato il settore giovanile del Mokawloon Al Arab e ha avuto incarichi in ZED FC.
La federazione ha annunciato che nominerà un tecnico straniero per guidare la squadra a partire dal mese successivo, dopo l’eliminazione al primo turno della Coppa delle Nazioni Arabe disputata in Qatar.
Il nuovo responsabile tecnico avrà il compito di rivalutare lo staff tecnico delle selezioni giovanili e di riformarlo in vista delle sfide future.
Prospettive future
La scelta di un tecnico straniero segna un nuovo corso e una possibile revisione globale dei settori giovanili, con l’obiettivo di restare competitivi a livello internazionale.
Nel frattempo, l’EFA proseguirà nel lavoro di programmazione e di sviluppo delle strutture, mantenendo alta l’attenzione sulle prossime qualificazioni e sulle sfide continentali.
Note storico-professionali: Alaa Nabil ha maturato esperienze come assistente dell’ormai scomparso Mahmoud Al-Johri sia con l’Egitto sia con la Giordania, oltre ad aver guidato Mokawloon Al Arab e ZED FC in ruoli chiave nel settore giovanile.
Nota finale: l’addio non spegne l’entusiasmo, anzi—si dice che nel calcio la panchina fredda sia la migliore palestra per chi sa gestire le crisi, oppure per chi si riscalda preparando la prossima conferenza stampa. Dopo tutto, l’avventura continua!
Punchline finale 1: se cambiare allenatore fosse uno sport olimpico, l’Egitto avrebbe già vinto la medaglia d’oro della pazienza… e del contratto a tempo determinato.
Punchline finale 2: la vera tattica è far sembrare tutto normale: una conferenza stampa, due battute di rito, e via a discutere del prossimo ritiro… magari con un tecnico che porta la pizza in panchina.