Barcellona sull'orlo delle urne: chi resta, chi parte e chi manda avanti la campagna con Rafa Yuste
23 gennaio 2026
Elezioni Barça: chi sono i volti in corsa
Le prossime elezioni per la gestione del Barcellona hanno prodotto una serie di cambiamenti e volti che lasceranno il loro ruolo, e altri che manterranno i posti nell’amministrazione rinnovata.
Rimarranno Josep Cobells, Mikel Camps e Javier Barbany accanto a Rafa Yuste, che da febbraio assumerà le funzioni di presidente ad interim fino al primo luglio.
Chi si allinea con Laporta nella campagna comprende Elena Fort, Joan Soler, Xavi Puig, Josep Ignasi Massia, Ángel Riudalbas e Sisco Boïl. Inoltre, Eduard Romio, ex vicepresidente economico, ha espresso l’interesse a tornare.
Secondo l’articolo 54 dello statuto del Barcellona, le elezioni fissate per il 15 marzo non conferiscono al vincitore il potere finché non è il primo luglio, data di conclusione della precedente legislatura. L’articolo 35.4 stabilisce che se resta almeno un terzo dei membri, non è necessaria una commissione temporanea.
Rafa Yuste, come presidente ad interim, guiderà il consiglio durante la campagna con almeno altri cinque membri per raggiungere il minimo di sei. Laporta ha tempo fino al 23 febbraio per presentare le candidature, dopodiché potrà dimettersi.
Inoltre, la posizione di tesoriere Ferran Oliveri resta incerta: i rapporti con Romio non sono stati positivi e non ha partecipato all’ultima riunione del consiglio. Tuttavia, Oliveri rimarrà nel consiglio ad interim con la responsabilità di chiudere i conti per la stagione 2025-2026.
Yuste, in veste di presidente ad interim, avrà poteri decisionali importanti, a differenza della commissione temporanea la cui autorità è limitata.
Punchline: se questa campagna fosse una partita di scacchi, il Barcellona farebbe la mossa del cavallo: elegante, imprevedibile, ma sempre sul rettangolo verde.
Punchline 2: e se tutto va storto, state tranquilli: il pallone non perde tempo a discutere di poltrone, lui va in rete prima di chiedere permesso.