Brahim Díaz non è un killer: la difesa di Luis Enrique in un rigore che divise il continente
19 gennaio 2026
La difesa di Diaz arriva dal regista del club
La palla che avrebbe potuto consegnare a Ibrahim Diaz il titolo più ambito dell’Africa Cup of Nations è finita in fondo alla rete e il rigore «alla Panenka» non è bastato a sansare il risultato. L’attenzione, invece, si è spostata subito su Diaz, al centro di una tempesta di commenti e di opinioni sui social. Tv, radio e giornali hanno fatto da amplificatore a una situazione che vede da una parte l’immenso rimpianto e dall’altra una difesa esplicita della sua classe.
Le parole di Luis Enrique
In conferenza stampa prima della sfida contro Sporting Clube de Portugal all’Estádio de Alvalade, Luis Enrique ha preso le difese di Diaz: «Diaz è un giocatore eccezionale, lo conosco bene e merita di essere trattato come tale. Capita di sbagliare nei momenti clou; è solo sport. Non è un killer, non lo è mai stato, e chi dice il contrario non guarda come funziona la testa di un atleta.»
Contesto internazionale e reazioni
La discussione si è accesa anche al di fuori del campo: in Marocco la base dei tifosi è divisa. Alcuni non vogliono rivederlo indossare la maglia nazionale, altri lo hanno travolto di messaggi di sostegno. Diaz stesso ha scritto sui social: «Mi duole il cuore. Ho sognato questo titolo grazie all’affetto che mi avete dimostrato; ieri ho commesso un errore e ne prendo tutta la responsabilità, mi scuso dal profondo.»
Si ricorda che Diaz era stato convocato in passato dalla Spagna, nonostante avesse scelto in seguito di rappresentare il Marocco. Enrique ha aggiunto: «Diaz è un talento incredibile; lo ha dimostrato con la Spagna e resta una risorsa preziosa per il calcio internazionale.»
Messaggio finale e valori
Conclude: «L’importanza non è l’errore singolo, ma i valori che trasmettiamo ai giovani. Diaz non è un killer né una persona negativa; è un ragazzo che sta imparando, come tutti noi.»
Punchline 1: Se le stelle brillano per chi regge lo specchio, Diaz brilla per chi può perdonare l’angolo storto di un rigore.
Punchline 2: Tra una risata e un rigore mancato, l’unico vero golden goal è restare umani anche con i palloni impazziti.