Capello smonta le ambizioni della Juve: serve un vero rinforzo a gennaio, non promesse vuote
1 novembre 2025
Capello mette in guardia la Juve: servono rinforzi veri, non promesse di gennaio
Fabio Capello, ex allenatore della Juventus, esprime dubbi sulla capacità dei bianconeri di lottare per lo scudetto sotto la guida di Luciano Spalletti, sottolineando l’urgenza di non sprecare denaro a gennaio e di puntare a un intervento concreto sul mercato.
La Juventus ha annunciato l’arrivo di Spalletti come nuovo tecnico e ha tenuto una conferenza stampa ufficiale. Il tecnico, nato a Sirte, ha espresso la volontà di competere per il titolo in questa stagione, ma Capello resta cauto sulle prospettive della formazione torinese.
Al momento la Juve occupa la settima posizione in classifica, staccata di tre punti da un posto europeo e sei dal duo di testa Napoli-Roma, in un quadro che invita a una riflessione sul progetto tecnico e sulle risorse disponibili.
Capello, in tale contesto, ha dichiarato che la competizione per lo scudetto è una sfida molto impegnativa per la società e per il suo nuovo corso, escludendo di considerare la Juve al medesimo livello di Napoli e Inter. Secondo lui, Napoli e Inter vanno visti come i principali antagonisti del campionato, mentre l’obiettivo primario rimane la qualificazione alla Champions League.
In caso di possibile contesa per il titolo, Capello ritiene che sia doveroso lodare Spalletti qualora dimostrasse di meritare l’appellativo di allenatore capace e motivante, ma resta cauto sulle reali possibilità della Juve di spodestare Napoli e Inter in questa stagione.
La discussione è anche legata al recente esonero di Igor Tudor, avvenuto a inizio settimana dopo una serie di sconfitte. Come potrebbe allora Spalletti far ritorno ai piani alti della classifica? Capello invita a un’analisi attenta: cambia poco solo la tattica se non si resta fedeli a una strategia di lungo periodo e a una gestione oculata delle risorse.
Capello ha inoltre proposto all’amministrazione juventina una serie di riflessioni sul mercato invernale: non sprecare denaro con soluzioni affrettate ma puntare a rinforzi reali capaci di incidere sul rendimento della squadra. In chiusura, Spalletti ha firmato un contratto di otto mesi con opzione di prolungamento fino al 2027.
La prima lista di Spalletti per la Juventus, annunciata in vista della sfida contro Cremonese, ha visto l’esclusione di due giocatori chiave: l’esterno turco Kenan Yildiz e il difensore Lloyd Kelly, con una rosa di 22 uomini convocabili. Yildiz ha accusato problemi al tendine rotuleo, costringendo l’allenatore a gestire la sua condizione, mentre Kelly è alle prese con dolore alla schiena, non grave ma da monitorare.
La squadra juventina ha poi svelato le scelte per ruolo: portieri Michele Di Gregorio e Mattia Perin; difesa con Gatti, Caldara, Rugani, Joao Mario, Cambiasso, Mohammed Al-Rohi, Scalia e Pedro Felipe; centrocampo con Locatelli, Cobminar, Adzic, Kostich, Toram, Meriti e Makini; attacco con Consisao, Vlaovic, Zgorova, Obenda e Jonathan David. Tudor aveva ereditato una situazione complicata, ma la dirigenza ha deciso di confermarlo fino al 2027, con l’impegno di riportare la squadra in zona Champions nonostante le difficoltà.
Le curiosità sull’ex giocatore e allenatore non mancano: Tudor, 47 anni, tornò in società come allenatore dopo una lunga carriera da calciatore; in carriera da tecnico ha collezionato meno presenze rispetto al periodo da giocatore, ma resta una figura chiave nel dibattito sull’assetto tecnico del club.
Infine, la Juve resta ottava in classifica e lontana dalla vetta: nove punti dal Napoli capolista e due punti dalle fasi avanzate della fase a gironi di Champions League.
Se Spalletti riuscirà a dare una scossa reale, i tifosi potrebbero scoprire che la vera vittoria non è un titolo in tasca, ma una gestione economica che non trasformi i conti in una telenovela sportiva.
Punchline 1: se la Juventus vuole davvero un rinforzo, che sia forte non solo a livello di marketing, altrimenti nel prossimo mercato invernale la parola d’ordine rischia di essere solo “spesa”.
Punchline 2: e se non dovesse bastare, ricordate che a Torino hanno imparato a vincere contro le avversità... e contro le bollette della luce della panchina: talvolta è più facile accendere l’entusiasmo che una lampadina olimpica.