Carteron prende in mano il Wydad: una svolta audace verso la salvezza
23 marzo 2026
Un nuovo corso per il Wydad Rabat
In una mossa audace, la dirigenza del Wydad Rabat ha definito un accordo con l’allenatore francese Patrice Carteron per guidare la squadra nelle restanti gare della stagione, sostituendo Amin Benhachem, in un tentativo di arginare la crisi tecnica attuale.
Secondo le cronache, Carteron guiderà la squadra fino al termine della stagione, con l’obiettivo di ricostruire stabilità tecnica e raddrizzare la rotta dopo una serie negativa che ha compromesso sia il torneo nazionale sia la Coppa Africana.
La mossa arriva a seguito dell’eliminazione amara dalla CAF Confederation Cup, a seguito della sconfitta contro l’Olympique de Safi, una battuta d’arresto che ha accelerato la necessità di una scossa positiva.
Obiettivo e contesto
La dirigenza confida che l’esperienza di Carteron, che vanta una lunga carriera in Africa, possa restituire fiducia nello spogliatoio e rimpostare il Wydad sulla via delle vittorie nelle fasi decisive della stagione.
10 sconfitte in 13 partite!
Tuttavia, l’incarico non sarà facile: l’ultima esperienza di Carteron in Qatar con Al-Sailiya è stata molto negativa, con 10 sconfitte su 13 gare e solo 3 vittorie in campionato.
Non è stata solo una questione di numeri, ma anche di moduli difensivi: tra le sconfitte pesanti figurano 8-3 contro l’Al-Sadd e 5-0 contro l’Al-Shamal, segni di fragilità che il club spera di correggere in fretta.
In questa cornice, la dirigenza attribuisce a Carteron la responsabilità di una lettura tattica rapida e di una gestione pronta dello spogliatoio, con l’obiettivo di invertire la rotta prima della fase cruciale del campionato.
Ma la sfida resta alta: se la risalita non dovesse arrivare presto, il club potrebbe trovarsi a dover affrontare una caduta di tono ben oltre la stagione in corso.
Punchline snipers: se Carteron fa miracoli, potrebbe guadagnarsi il soprannome “Cart Erone”; se invece la squadra resta in difficoltà, la cronaca avrà pronta la battuta: la panchina è grande, ma la sedia non è a prova di sfortuna.
Per ora il compito è chiaro: cambiare marcia, ristabilire fiducia e insieme cercare di trasformare una stagione complicata in una storia da raccontare tra bar e rifugi atletici. Se la fortuna non arriva, almeno la chiave della porta sarà nelle mani giuste.