CAS spinge la finale AFCON oltre l'Africa: Senegal ricorre contro CAF e Marocco
25 marzo 2026
Aggiornamenti dal CAS e controversia AFCON
La Corte Arbitrale dello Sport (CAS) ha comunicato di aver ricevuto l’appello presentato dalla Federazione Senegalesa di Calcio contro la CAF e contro la Federazione Marocchina di Calcio, in seguito alla decisione del 17 marzo 2026 che aveva dichiarato il Senegal perdente per ritiro nella finale, attribuendo al Marocco la vittoria 3-0.
Secondo fonti francesi, la situazione potrebbe evolvere nelle prossime ore con ulteriori sviluppi legali e una possibile ripercussione sul calendario della AFCON 2025.
Un report di Foot Mercato indica che verrà convocata una conferenza stampa straordinaria a Parigi per illustrare le prossime mosse nel procedimento aperto dal Senegal presso CAS.
Nella nota ufficiale, si specifica che la conferenza definirà le strategie successive e i passi legali intrapresi dal FSF (Federazione Senegalesa di Calcio) nell’ambito della CAS e delle procedure correlate.
Il team di avvocati che sostiene l’intero caso è guidato dall’avvocato Sido Diagne, noto per l’approccio puntuale nelle controversie sportive, coadiuvato da Ali Fal e Moussa Sarr, esperti in diritto processuale e procedure di CAS.
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Prossimi passi e conferenza a Parigi
La conferenza di presentazione è prevista come momento chiave per spiegare le motivazioni dell’appello e per indicare le tappe successive nel procedimento CAS. L’iniziativa mira a chiarire quali passi tenterà il Senegal per ribaltare o rivedere la decisione iniziale che ha determinato la vittoria del Marocco.
Il FSF intende rendere pubbliche le argomentazioni giuridiche e le basi procedurali su cui si fonda l’appello, offrendo trasparenza ai propri sostenitori e agli osservatori internazionali presenti nell’ambito del calcio africano.
In chiusura, si ricorda che l’obiettivo è definire quanto prima un quadro giuridico definitivo che possa mettere ordine tra le parti coinvolte e delimitare le prossime mosse in ambito sportivo e comunicativo.
Se la giustizia sportiva è una partita, a volte l’arbitro è in sala d’attesa e il tempo è l’unico giocatore che non si ferma mai.
Così, tra attese, verbalizzazioni e conferenze stampa, resta aperto il capitolo della AFCON 2025: la cronaca prosegue, ma la risata è sempre una buona riserva di energia.