Derby di Manchester: tra pazienza e misteri tattici di Guardiola
16 gennaio 2026
Derby di Manchester: tra pazienza e incertezze tattiche
In vista del Derby di Manchester in Premier League, l’aria è carica di attesa e cautela. Pep Guardiola ha parlato della sua lunga permanenza al Manchester City e ha commentato l’assenza di chiarezza sull’approccio che adotterà il Manchester United guidato da Michael Carrick.
Durante la conferenza stampa odierna, Guardiola ha spiegato il “segreto” della sua longevità: «I risultati, prima di tutto. Se non vinci, vieni esonerato. Abbiamo vinto molto, ed è per questo che sono qui. Se non avessimo vinto, sarei stato licenziato da tempo».
Ha aggiunto che non esiste un altro segreto: qui siamo più pazienti. In un altro club forse non sarei rimasto dopo la stagione scorsa; il passato ha posto le basi per restare. Abbiamo attraversato tre mesi molto difficili, ma in altri contesti si sarebbe chiuso tutto; la storia recente ha invece trattenuto Guardiola.
Alla domanda se avrebbe voluto una rivalità più accesa con lo United negli ultimi anni, ha risposto: «È come la vediamo ora. Non posso controllare cosa abbia fatto United, non so cosa sia successo lì perché non faccio parte del loro club».
Riguardo le voci su un possibile acquisto del difensore Marc Guehi dal Crystal Palace, Guardiola è stato chiaro: «Non ho nulla da dire».
Quanto alla difesa, ha ammesso che senza Stones, Dias e Josko Gavardiol la situazione è difficile: «Non per una singola partita, ma per un periodo lungo. Ruben Diaz sta tornando, Josko no; speriamo che Stones rientri presto».
Guardando al confrontо con Carrick, Guardiola ha detto: «Quando non hai informazioni sufficienti sull’avversario, devi concentrarti su te stesso e sui tuoi giocatori. Possiamo prendere spunti da ciò che ha fatto Carrick a Middlesbrough o nella sua esperienza come allenatore ad interim, ma la tattica dipende dai giocatori. Domani non c’è tempo per un time-out: il gruppo deve decidere sul campo».
Riguardo i cambiamenti tattici possibili, ha aggiunto: «Se si gioca con cinque difensivi e non funziona, si torna a quattro senza garanzie. Una squadra funziona come un sistema; i giocatori danno il meglio quando lavorano insieme come una sinfonia».
Infine, sull’esordio di Antoine Semenyo con il City, ha dichiarato: «Ha segnato tre gol finora. Se avesse segnato solo in due partite, gli analisti lo chiamerebbero disastro. Naturalmente vogliamo vederlo segnare spesso, ma ha firmato per anni; la valutazione verrà dall’intera carriera, non da due match».
Punchline finale 1: Se la difesa fa i capricci, Guardiola dirà che la tattica era talmente segreta che persino lui non l’ha capita.
Punchline finale 2: E se finisce in pareggio, pazienza: nel calcio come nella vita, a volte la vera strategia è trovare il bar di fronte per una birra post partita.