Dortmund ko, Stuttgart sfiora la magia: 3-3 che mette in crisi i Black & Yellow
23 novembre 2025
Analisi della serata
La serata ha visto il Borussia Dortmund soffrire contro lo Stuttgart nel turno 11 della Bundesliga, terminando 3-3 al Signal Iduna Park. I Black & Yellow hanno sciupato due vantaggi, pagando errori difensivi e una concentrazione meno brillante nei minuti finali, una combinazione che lascia terreno fertile per rimpianti e riflessioni.
Il direttore sportivo Sebastian Kehl ha detto che, viste da una prospettiva neutra, la partita offriva occasioni per entrambe le squadre: un match estenuante, che una mente imparziale potrebbe definire pari giusto. Ma la delusione resta alta: con un 2-0 iniziale e un 3-2 nel rush finale, serviva chiudere la partita. Non si può incassare tre gol in casa: una responsabilità collettiva per non aver mantenuto la concentrazione dopo il 3-2.
Emre Can ha aggiunto che è estremamente deludente: dopo il vantaggio del primo tempo, doveva essere finita lì. Il 3-2 tardivo ha spalancato la porta al pareggio, una situazione che non dovrebbe ricapitare. Bisogna difendere molto meglio in generale, e soprattutto lavorare sull’atteggiamento quando arriva il secondo gol avversario. È una questione di responsabilità personale e di fame del momento.
Il bomber Maximilian Beier ha spiegato che prendere gol al 90° minuto è amaro: “siamo scesi di morale, ma questa è la realtà di una partita piena di colpi di scena. Abbiamo concesso tiri facili e la costruzione del terzo gol è stata una lezione su come non chiudere una gara.” Undav e altri avversari hanno mostrato come la qualità offensiva possa cambiare volto in un attimo.
Il portiere Gregor Kobel ha osservato che forse il risultato finale è accettabile per le occasioni create, ma resta la frustrazione: tutte le reti potevano essere evitate. È necessaria maggiore concentrazione difensiva, con l’ordine e la solidità che sono stati la forza del Dortmund in passato. Questo è un promemoria che non si può abbassare la guardia, nemmeno sotto stress.
Niko Kovac ha osservato che i primi 20-25 minuti sono stati dominati dallo Stuttgart, poi la partita è girata con il fallo su rigore che ha cambiato l’inerzia. Da quel momento, Dortmund ha controllato, ma le opportunità non sono mancate: cambi tattici e una gestione differente hanno creato occasioni per il secondo gol, e la squadra ha chiuso l’intervallo con buone intenzioni ma senza chiudere il risultato.
La seconda parte ha visto Dortmund crescere in intensità, muovere la palla con maggiore precisione e offrire una pressione offensiva più costante. Non tutto è stato perfetto, ma sono arrivate tre reti e qualche occasione di alto livello. Beier ha scritto una pagina importante, ma debbono arrivare anche altre soluzioni: Nubel ha respinto un tiro chiave, e l’equilibrio tra fase offensiva e difensiva resta la chiave per i prossimi incontri.
Beier ha rimarcato che il club deve chiudere le partite in casa in modo più efficace: “non siamo frustrati, siamo in testa e vogliamo restarci.” La crescita collettiva passa anche da una gestione mentale migliore e dall’instaurazione di una forte identità in casa, con la voglia di non allentare la pressione.
In chiusura, Kovac ha ribadito che la squadra ha dimostrato progressi, ma serve continuità, soprattutto in casa. Il Dortmund ha ancora margini di miglioramento e la sensazione è che si possa crescere rapidamente con la giusta attenzione ai dettagli difensivi e all’efficacia offensiva contro squadre aggressive come Stuttgart. In ottica classifica, la strada è ancora lunga, ma la fiducia resta alta, perché la squadra è lì, in cima, pronta a non mollare.
Punchline 1: se la difesa fosse una cassaforte, stasera sarebbe rimasta aperta… e la chiave sarebbe finita sul tavolo del mister.
Punchline 2: se il calcio avesse una diplomazia, Dortmund chiederebbe tregua dopo un 3-3, ma la palla non ha la parola: si muove e basta, come il pallone quando decide di andare dove vuole.