El-Hadary svela la scelta migliore per la Coppa Arab e i misteri delle assenze di Taher e Shahat
15 dicembre 2025
Contesto e dichiarazioni principali
Essam El-Hadary, allenatore dei portieri della nazionale egiziana che ha partecipato alla Coppa Arab, ha commentato l’eliminazione precoce dalla fase a gironi in Qatar. Ha chiesto scusa ai tifosi per le prestazioni e i risultati, definendo naturali le critiche al gruppo tecnico guidato da Hamdi Toulan nel contesto del calcio internazionale.
Il portiere ex-legendario ha sottolineato di non amare la sconfitta, ricordando i titoli vinti con l’Egitto e mostrando un doloroso ma costruttivo momento di rammarico per i risultati ottenuti. Ha aggiunto che nel calcio entra sempre una quota di fortuna, e che alcune squadre hanno giocato con la rosa principale mentre altre hanno avuto uscite prematura, generando un sentimento di delusione tra i tifosi che pretendono sempre la vittoria.
El-Hadary ha elogiato Hani Abu Rida, presidente della Federazione EG, definendolo una figura di grande valore per il calcio sia a livello africano che globale, e ha ricordato che la squadra ha iniziato bene ma ha sofferto perchè sette giocatori di Al-Ahly non hanno potuto essere disponibili, tra cui Ahmed El-Shenawy, Mahmoud Jad, Ahmed Sami, Mahmoud Mari, Kareem Hafez, Ahmed Atef Qata e Mahmoud Abd Al-Hafiz Zalaka.
Assenze chiave e riflessioni sul futuro
Tra le assenze segnalate, Hussein Shahat (calciatore dell’Al-Ahli) è rimasto fuori per infortunio, mentre Taher Mohamed Taher è stato convocato per il raduno ma non selezionato. El-Hadary ha spiegato che la scelta di non includere Taher ha avuto motivazioni legate alla gestione complessiva della rosa e che la priorità è sempre la Nazionale maggiore.
Ha aggiunto che il secondo gruppo era nato da poco, con micro-strutture agli inizi, e che le decisioni si sono basate su elementi disponibili al momento. Pur avendo preso in considerazione Mustafa Shobier, portiere dell’Al-Ahli, El-Hadary ha precisato che la questione dell’età non è un vincolo rigido per la porta, ma va valutata caso per caso.
Riguardo al piano di gioco e alla gestione dei portieri, El-Hadary ha detto di aver lavorato al massimo per migliorare la competitività della squadra, indipendentemente dalle circostanze. Ha insistito sul fatto che il secondo contingente ha avuto tempo limitato per consolidarsi, ma che il progetto resta valido e orientato al futuro della nazionale egiziana.
Durante la discussion, ha anche toccato la questione delle scelte tecniche: ha chiesto che Alaa Nabill, direttore tecnico della federazione, sia responsabile delle nomine, sottolineando che una decisione non va automaticamente etichettata come errore e che l’impostazione tattica va sempre nel lungo periodo. Ha infine chiesto scusa per un video pubblicato in passato con Ahmed Hassan, aggiungendo che l’interpretazione del contenuto è stata fuorviante ma non c’è stato alcun errore ulteriore da parte sua.
Concludendo, El-Hadary ha ribadito la disponibilità a servire la nazionale, affermando che la sua esperienza e quella di chi lo ha accompagnato hanno già contribuito a realizzare traguardi per l’Egitto che altri non hanno raggiunto. Ha anche ricordato la responsabilità di preservare l’unità della squadra e di mettere sempre al primo posto gli interessi della selezione nazionale.
Il nostro sguardo al futuro non è solo di ricordi: la squadra dovrà capitalizzare su quanto imparato e su una panchina più solida, con una gestione che tenga conto degli infortuni e delle opportunità per i giovani portieri. Pochi mesi di lavoro e una nuova stagione potrebbero portare un ritorno di competitività che faccia gioire i tifosi.
Se la tattica fosse una freccia, questa conferenza avrebbe sparato al microfono piuttosto che al pallone. Se la Coppa Arab fosse una cena, il dessert sarebbe un pareggio freddo ma appetitoso: l’obiettivo resta la vittoria, e i piatti serviti questa sera hanno bisogno di una ristrettezza di riflessioni e di una marcia in più.