Ferreira rompe il silenzio sullo Zamalek: trasferimenti, debiti FIFA e l'addio che non volevano raccontare
1 dicembre 2025
Le rivelazioni di Ferreira su Zamalek e FIFA
Yanick Ferreira, ex-allenatore dello Zamalek, ha rilasciato dichiarazioni forti, rivelando dettagli sul periodo in cui guidò la squadra e ammettendo di non avere l’ultima parola sulle maggiori operazioni di mercato.
Spiegò le ragioni per cui presentò una denuncia contro lo Zamalek davanti alla FIFA.
Dichiara che nell’estate 2025 non aveva voce sui nuovi acquisti, salvo uno: il brasiliano Bezera.
Osservò che alcuni giocatori furono influenzati dalle circostanze; Chico Banza soffrì per i ritardi nei pagamenti, Mohamed El-Sayed ritiene di non essere rispettato.
Informò l’amministrazione della necessità di razionalizzare la rosa e di cedere alcuni giocatori: 31 è troppi.
Affermò di non avere condizioni per avere successo allo Zamalek e che la società viveva una crisi senza precedenti.
Riguardo all’esonero, disse di aver saputo della partenza dai giornalisti; l’addio fu poco elegante e alcuni giornalisti annunciarono prima dell’esonero che era stato cacciato.
Continuò: nonostante le voci, tornò agli allenamenti il giorno seguente e parlò ai giocatori dell’importanza di concentrarsi e correggere gli errori; nessuno gli disse nulla.
Anche disse di avere parlato con John Edward, direttore sportivo, per capire se la partenza fosse reale; era occupato. Parlai con Abdulrahman Ismail, responsabile degli acquisti, che confermò la sua partenza.
Fece sapere che lo Zamalek iniziò le trattative il giorno dopo per regolare i suoi stipendi in modo amichevole, ma non furono tutte rispettate e non fu trovato accordo.
Aggiunse che all’inizio non voleva denunciare lo Zamalek, ma il club non lo rispettò e non pagò i suoi stipendi, così ricorse alla FIFA.
Infine rivelò una sorpresa sull’analisi dell’avversario prima della sfida contro l’Al-Ahly: non fu possibile mostrare video analitici a causa del mancato pagamento delle fatture della piattaforma.
Punchline finale: se la tattica non paga le bollette, almeno la battuta la paga la stampa.
Punchline finale 2: nel calcio moderno, l’unico transfer che va davvero in porto è la pazienza del tecnico in attesa della busta paga.