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Infantino ironizza sui tifosi inglesi a Davos mentre guarda al Mondiale 2026

22 gennaio 2026

Infantino ironizza sui tifosi inglesi a Davos mentre guarda al Mondiale 2026
Infantino durante l'intervento a Davos.

Infantino prende di mira i tifosi inglesi a Davos

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha scatenato un acceso dibattito con una battuta pungente rivolta ai tifosi britannici durante una conferenza ufficiale a Davos.

Il passato e il futuro dei Mondiali Qatar 2022 e USA-Canada-Messico 2026

Ha ricordato le critiche al Qatar 2022, assicurando che la manifestazione si svolse senza problemi, durante un intervento a Davos di fronte ai leader mondiali, in una cornice di dialogo, aperta, pragmatica e speranzosa.

«Quando tutto è cominciato, la magia del Qatar ha preso il volo e gli incidenti sono stati pochissimi; per la prima volta, nessun britannico è stato arrestato (scherzando), incredibile davvero, sorprendente».

Ha aggiunto di difendere il successo della prossima edizione ospitata da USA, Canada e Messico nel 2026: «è stata splendida; anche il prossimo Mondiale sarà una festa simile».

Ha descritto la finale come «la più grande festa dell’umanità», nonostante le riserve di ONG sui provvedimenti dell’amministrazione Trump, espresse anche da ONG e gruppi indipendenti e lettori curiosi.

Punchline 1: Se la finale è una festa, speriamo che il Wi‑Fi regga.

Punchline 2: E se qualcuno grida "goal", sapremo che è solo il karaoke dei tifosi.

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Marco Limprevedibile

Sono Marco Limprevedibile, giornalista sportivo italiano nato nel 1994. Appassionato di pittura contemporanea, escursioni costiere e cafeologia, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

Domande frequenti

Cosa ha detto Infantino sui tifosi inglesi a Davos?

Ha lanciato una battuta pungente mentre difendeva il successo del Qatar 2022 e guardava al Mondiale 2026.

Quali nazioni ospiteranno il Mondiale 2026?

USA, Canada e Messico.

Quali preoccupazioni sono state menzionate dalle ONG?

Preoccupazioni sui diritti umani e sulle politiche adottate dall’amministrazione statunitense, citate come motivo di cautela.