Il calcio incontra la politica: l’Africa vs. Mondiale 2026 sotto osservazione
20 gennaio 2026
Appello all'Africa per boicottare il Mondiale 2026
Il celebre allenatore francese Claude Le Roy ha chiesto all'Africa di boicottare il Mondiale 2026, programmato tra Stati Uniti, Canada e Messico, prevista per l’estate prossima.
Ex tecnico di diverse nazionali africane, Le Roy ha criticato pubblicamente Donald Trump, accusandolo di danneggiare l’Africa. Secondo lui, le scelte politiche recenti hanno effetti pesanti sul continente e sullo sport in generale.
Racconto di una provocazione e di una carriera
Nell’intervista rilanciata dal sito Radio Monte Carlo, Le Roy sostiene: “Trump sta danneggiando l’Africa ostacolando le organizzazioni non governative che assistono la regione. Questa è una tragedia per il continente.”
Ha ricordato di essere presente al congresso dell’Unione Africana, ma di non aver potuto prendere la parola perché era evidente che non sarebbe stata una dichiarazione pacata. “La mia lotta su questa questione non è finita”, ha aggiunto il tecnico di 77 anni, che ha guidato Camerun, Senegal, RD Congo, Ghana, Congo-Brazzaville e Togo tra il 1988 e il 2021.
Le Roy ha ribadito il suo legame profondo con l’Africa e ha criticato Trump per la presunta mancanza di rispetto verso il continente, sostenuto dall’appoggio di Gianni Infantino, presidente della FIFA. Ha chiesto se valga la pena invitare a boicottare il Mondiale 2026 alla luce di tali atteggiamenti, osservando che nel calcio di vertice spesso si parla più di denaro che di sport.
Infine ha aggiunto: “Non è solo una questione di giocatori e stadi, ma di dignità. Se la politica interferisce in modo evidente, è giusto domandarsi se esista uno spazio etico nello sport.”
Punchline 1: se il Mondiale è una pizza, la politica è la mozzarella: fa felice qualcuno e spezza la dieta di tutti.
Punchline 2: se il pallone è oro, allora le promesse politiche sono le microfibre del fascicolo: brillano in pubblico e poi svaniscono in conferenza stampa.