Iniesta: il gol più bello della sua carriera non è la finale del Mondiale, è una magia tra La Masia e Chelsea
25 novembre 2025
Il gol più bello non è la finale del Mondiale
Andrés Iniesta, leggenda di Barcellona e della Spagna, rivela che tra tutti i gol segnati nella sua carriera ce n'è uno che custodisce con particolare orgoglio.
In un'intervista esclusiva al quotidiano The Athletic, Iniesta dice: "Mi manca il calcio. Non sono 90 minuti soli sul campo, ma serve una preparazione continua, e alla fine è questo che ti logora".
Nonostante i suoi 57 gol in 674 presenze con il Barça e 13 in 131 con la Spagna, ogni rete ha avuto una caratteristica iconica; lui indica quello segnato contro Belgio nelle qualificazioni al Mondiale 2010 come il più bello: "Per me è stato tra i gol più belli. Bello per i movimenti, lo spazio disponibile. Ho ingannato il portiere e ho segnato: bellezza in ogni dettaglio".
Ricorda anche il gol contro Chelsea in Champions League 2009: "Sembrava tutto perduto. Segnai al 93' per arrivare in finale. Da quel momento è arrivato l''El Iniestazo' – una notte folle".
Sul gol al Mondiale 2010 a Johannesburg, dice: "Era diverso dal gol contro Chelsea. Siamo andati in extra time e dovevamo segnare prima dei rigori. Mi sono sentito forte e ho voluto fare tutto per evitare i rigori". Indica anche il messaggio sul mantello della maglia: "Dani Jarque, sempre con noi", dedicando la rete al suo amico scomparso nel 2009.
Questo viaggio è legato a La Masia e al cammino che lo ha portato dall’origine a Barcellona. A 12 anni lasciò Fontalbilla, il suo paese di origine, per unirsi a La Masia, affrontando nuove sfide a centinaia di chilometri da casa. Nonostante le difficoltà, quel sogno avviò la sua scalata al successo, anche se cambiò la sua filosofia e, forse, contribuì a momenti di malinconia legati alla carriera.
Iniesta si è ritirato nell’ottobre scorso all’età di 41 anni, ma continua a parlare di calcio come se non l’avesse mai lasciato. Il suo amore per il gioco resta una costante della sua vita.
Questo autunno segna anche l’anniversario della sua nuova vita: Barcellona sembra onorarlo durante le trasferte di Champions. Il club ha giocato una sfida emozionante contro il Club Brugge, terminata 3-3, nello stadio di Stamford Bridge dove Iniesta aveva segnato il suo gol più celebre per portare Barça in finale nel 2009. Oggi il Barcellona torna a Stamford Bridge per ricordare quel momento.
Iniesta è spesso associato al periodo di Pep Guardiola a Barcellona e al trio di centrocampo con Xavi e Busquets. Ha vinto tutto a livello locale e internazionale, tra cui nove campionati spagnoli, sei Coppe del Re, quattro Champions League e la Coppa del Mondo 2010, oltre a due titoli continentali con la Spagna.
Nel 2010 segnò uno dei momenti chiave della sua carriera: il gol decisivo in finale di Coppa del Mondo, seguito dall’apice della sua carriera con Messi e Xavi sul palmarès. Iniesta non era solo famoso per i gol, ma per l’arte del dribbling e del passaggio, noto come le "crococitas" (un simpatico modo per scherzare sul movimento fluido della palla)."
Infine, Iniesta ha ricordato che l’intelligenza è più importante della statura: conoscere punti di forza e debolezze, saper affrontare avversari più grossi e leggere lo spazio. Egli conclude che ha amato ogni istante del calcio, dalle piccole sessioni di allenamento ai gol che restano nella storia.
Punchline: se il talento fosse una ricetta, Iniesta starebbe sempre a dosare ingredienti preziosi con la precisione di uno chef stellato. Punchline 2: e se la partita diventa difficile, basta una giocata, una pizzicata di talento e una tapas di fiducia: il successo arriva a tavola, o sul prato, a seconda della cucina che preferite.