L’Ahli attacca l’arbitro: una vittoria sofferta contro il Qadisiyah sotto la lente della VAR
21 novembre 2025
Sfogo del presidente e contesto della partita
Khalid Al-Ghamdi, presidente dell’Ahli Jeddah, ha sparato colpi duri contro l’arbitro spagnolo José Montero, che ha diretto la sfida contro il Qadisiyah nel nono turno della Roshen Saudi Pro League.
La cronaca della gara
L’Ahli ha fissato il punteggio sul 2-1 contro il Qadisiyah, in una sfida giocata venerdì sera allo stadio Enmaa. Il match è cambiato nel secondo tempo quando Ziyad Al-Jahni è stato espulso per un intervento su Otávio Monteiro, senza pallone, costringendo la squadra di casa a chiudere in dieci.
Commenti del presidente
«Faccio i complimenti all’Ahli per questo livello e questo risultato. Non so cosa dire, ma il campo era cupo; ogni rispetto a chi ha dato tutto, li considero eroi».
«Abbiamo giocato in condizioni molto difficili. L’Ahli spesso soffre, ma dimostra ogni volta di essere una squadra pesante, capace di imporsi contro qualsiasi avversità, sia naturale sia artificiale».
«Con una cornice di pubblico così carica, e con quella voglia, possiamo puntare lontano in questa stagione».
«Ci sono molte difficoltà; è assurdo vedere 5 mila telecamere in campo e uscirne con simili esiti. È doloroso, ma serve a migliorare».
«Ma gli uomini in campo, lo staff e la dirigenza meritano tutto il riconoscimento: hanno offerto una delle pagine più belle della stagione».
«Non riguarda solo le regole, ma la personalità dell’arbitro e la sua capacità di controllare la partita fin dall’inizio. Se ritorniamo al VAR e la decisione risulta errata, cosa dire del giocatore che simula e si rotola per chilometri sul terreno?»
«L’arbitro deve gestire anche queste situazioni, altrimenti il gioco perde di senso. Non so cosa altro dire, ma basta parlarne».
Decisioni arbitrali al centro
La partita ha visto diverse decisioni discutibili: l’espulsione di Al-Jahni e una potenziale penalty non accordata che avrebbe potuto pareggiare i conti.
Secondo l’esperto di arbitraggio Ahmad Abu Khudayja, il Qadisiyah meritava un calcio di rigore non fischiato, mentre Musab Al-Jaier aveva un’occasione limpida su un intervento di Rogier Ibañez.
Abu Khudayja ha anche difeso la validità dell’espulsione, affermando che l’episodio è stato un chiaro «comportamento scorretto» e che l’arbitro ha visto chiaramente le due violation della regola con l’assistenza del VAR.
Uno scenario ricorrente
Nonostante l’inferiorità numerica, l’Ahli ha chiuso la vittoria contro il Qadisiyah in quello che è un copione che si è ripetuto quattro volte dal 2008, nell’epoca in cui il campionato è stato introdotto come torneo di alto livello.
La cronaca ricorda tre vittorie del 2009-2010 e una del 2021, a testimonianza di una certa resilienza del club contro le situazioni avverse, con l’unica eccezione del 2021 quando la vittoria arrivò anche se il gol fu segnato prima dell’espulsione.
Queste dinamiche mostrano che, anche quando l’inerzia sembra contro di te, la squadra può trovare la via del successo grazie al carattere e alla gestione sotto pressione.
Punchline finale: l’arbitro può guardare tutte le telecamere, ma se non le vede i giocatori imparano a fare gli stessi miracoli della VAR. Punchline 2: se la VAR fosse un cane da guardia, stasera avrebbe prosciugato la prima metà e reso ulteriore il secondo tempo, ma il gioco resta più divertente quando i fumogeni vengono dal pallone e non dalle decisioni.