L'Italia tra crisi e maledizioni: quando la fedeltà aziendale costa cara agli azzurri
6 aprile 2026
Crisi della Nazionale Italiana
Il calcio italiano sta vivendo una delle fasi piu turbate dopo l'ennesima mancata qualificazione al Mondiale 2026, proseguendo la lunga serie di delusioni che ha segnato la nazionale dal trionfo del 2006.
La sconfitta contro la Bosnia-Erzegovina ai rigori ha spinto le dimissioni in massa all'interno della FIGC, con l'addio del presidente Gravina, del direttore generale Buffon e dell'allenatore Gennaro Gattuso.
Per la terza volta consecutiva la nazionale non si qualifica.
La mancata qualificazione ha scatenato una revisione completa della gestione federale. Gravina e Buffon hanno rassegnato le dimissioni e Gattuso ha seguito poco dopo.
Gattuso aveva tentato di salvare il progetto ma la squadra non mostrava identità o efficacia offensiva, e usci dall'addestramento ai rigori contro la Bosnia.
Secondo il Corriere della Sera, il ritardo nell'annuncio fu legato a una trattativa per il pagamento delle buonuscite dello staff tecnico, non a una disputa interna.
Gattuso ha rinunciato a parte dei propri compensi per garantire lo stesso trattamento al suo staff, accelerando comunque la chiusura delle pratiche.
La cosiddetta maledizione di Gattuso, ovvero l'abbandono delle squadre senza risarcimenti, è una chiave interpretativa ricorrente nei media italiani.
Nel passato, ad esempio nel Milan nel 2019, aveva lasciato senza indennità, preferendo pagare i suoi collaboratori per mantenere la stabilità del gruppo.
Secondo SportMediaset, questa tendenza si è rispecchiata anche in altre esperienze, dove Gattuso ha scelto di uscire di scena senza incrementare i conti a fine rapporto.
La situazione ha aperto un dibattito pubblico sull'urgenza di una riforma della dirigenza sportiva italiana.