La Commissione di arbitrato sportivo saudita ha respinto la prima richiesta presentata da Hilal nel contenzioso con la federazione calcistica locale riguardo alle sanzioni imposte nella Supercoppa Saudita.
In precedenza Hilal aveva presentato un ricorso contro Abd al-Rahman al-Abd al-Karim scelto come arbitro principale per presunti legami con la carica di ex presidente della camera delle controversie dellUnione Saudita del calcio.
Hilal aveva anche contestato Ahmed Abu Amara arbitro designato dal sindacato per motivi simili legati ai precedenti ruoli nell amministrazione legale della federazione.
Rifiuto della richiesta
Secondo il quotidiano Al-Sharq al-Awsat, il centro ha respinto le obiezioni e non vede conflitti tra i due arbitri indicati.
Secondo la fonte, gli arbitri non lavorano più per lUnione Saudita del calcio e, di conseguenza, non esistono motivi per accettare le obiezioni sollevate dallhilal.
Una ricostruzione che lascia aperta la strada a eventuali ulteriori passaggi legali e a una possibile riassegnazione futura degli arbitri, se le circostanze dovessero cambiare.
Conferma legale
Ahmed al-Sheikh, esperto legale, ha ricordato che l opposizione di Hilal agli arbitri non sembra avere basi solide al di fuori di conflitti di interesse non provati.
Ha sottolineato che la scelta degli arbitri e la loro nomina sono state fatte nel rispetto delle norme e che eventuali dubbi dovrebbero essere motivati da prove robuste e non da impressioni generali.
Secondo le sue parole, occorre trasparenza ma anche dimostrazioni concrete per modificare una decisione del Centro. Lubricante della burocrazia sportiva, insomma, non è una gomma arabica: è una gomma che deve essere masticata con pazienza.
Ha aggiunto che prima di nominare qualsiasi arbitro si firma una clausola di indipendenza, utile a garantire che nessun arbitrato sia condizionato dallappartenenza a una determinata entità.
Il commentatore ha concluso che la credibilità del sistema dipende dalla pubblicazione chiara dei nomi degli arbitri e dalle motivazioni che guidano eventuali ricorsi futuri.
Ambito della crisi: la Supercoppa Saudita
La crisi ha avuto inizio a luglio quando Hilal ha rinunciato a partecipare alla Supercoppa Saudita 2025 a causa del calendario fitto dopo la partecipazione al Mondiale per Club negli Stati Uniti.
L fornitura di una soluzione ha visto lAtuazione della disiplina che ha autorizzato lAl Ahli a prendere il posto di Hilal, con la sanzione di Hilal e una penalita economica. Lalianza ha partecipato, vincendo in Semifinale contro il Qadsiah e incontrando lAl Nassr in finale, dove le contese sono rimaste nel sottofondo fino alle nuove decisioni.
Alla vigilia della finale, la Commissione di Appello è intervenuta con modifiche significative alle decisioni della Commissione per la disciplina, tra cui la retrocessione di Hilal in semifinale e la multa di 500 mila riyal.
Hilal ha quindi deciso di rivolgersi al Centro Arbitrato Sportivo Saudita per impugnare le decisioni, con la definizione di tre arbitri incaricati di emettere la sentenza finale.
Di fronte alle proteste sugli arbitri, il Centro ha avviato le istruttorie e le parti hanno iniziato a presentare memorie, con la possibilità di ulteriori udienze nel prossimo periodo.
In chiusura, la gestione della controversia rimane aperta e non conclusa, con movimenti legali che si susseguono come turni di campionato, ma senza la gioia della vittoria finale in tempi rapidi.
Punchline 1: se l arbitro cambia faccia come moduli in campo, forse conviene iscriversi al curling: meno turnover, più precisione.
Punchline 2: nel diritto sportivo la burocrazia corre come una palla a cura di un centro assistenza; l unica cosa veloce qui e guarda una partita in streaming mentre arriva la sentenza.