La sfida invisibile: perché i giovani restano in panchina a Manchester United
6 dicembre 2025
Le ragioni di Amorim
Ruben Amorim, l allenatore del Manchester United, ha difeso l assenza di qualunque giocatore proveniente dall accademia nello schieramento titolare durante questa stagione di Premier League, spiegando nuovamente le ragioni per cui non ha dato al centrocampista Coby Mainoo l opportunità di esordire pienamente con la prima squadra.
Secondo quanto riportato dalla BBC, Amorim ha sottolineato che l accademia sta facendo bene il proprio ruolo, confermando che non violerà lo storico record del club risalente al 1937, che prevede almeno un giocatore cresciuto in casa nella rosa della partita.
L attenzione all accademia
Manchester United mostra grande attenzione al proprio settore giovanile, avendo assunto Steven Turby da Brentford per guidarlo, e l attaccante promettente di 15 anni GG Gabriel è stato presente in tribuna a Old Trafford per la partita pareggiata 1-1 contro West Ham.
Tuttavia il tempo di gioco effettivo per i giocatori dell accademia con la prima squadra resta estremamente limitato. Mainoo e il difensore Tyler Fredrickson hanno giocato da titolari nella sconfitta in Carabao Cup contro Grimsby Town, ad agosto scorso, e da allora Fredrickson non ha disputato minuti, mentre Mainoo ha totalizzato 171 minuti in 9 apparizioni come sub.
Mainoo è sceso in campo per un minuto contro Crystal Palace nel fine settimana, restando in panchina contro West Ham, nonostante Amorim avesse utilizzato cinque cambi.
Quando Mainoo si infortunò, Jack Fletcher, figlio dell ex giocatore dello United e attuale allenatore della Under-18 Darren Fletcher, fu tra i panchinati nell 1-1 contro Tottenham lo scorso mese. Anche l attaccante inglese under-20 Shia Lassi è stato presente come cambio non impiegato nelle tre gare più recenti.
Amorim ha risposto alle critiche dicendo: voglio solo vincere. Non guardo l identità del giocatore, non mi interessa. L obiettivo è schierare i migliori giocatori e fare la scelta giusta per la squadra.
La questione riguarda anche la presenza degli altri giovani. Non ha dato alcuna garanzia di cambiamento, anche con la partenza di Bryan Mbwomo e Amad Diallo per la Coppa d Africa di questo mese, ha detto: non so, dipende da ciò che vedo negli allenamenti, se è la scelta migliore per la squadra lo inserirò, questa è l unica modalità che conosco per gestire le cose.
Ha deciso di non far esordire Shia Lassi con la prima squadra, nonostante United non sia riuscito a vincere due delle tre partite in cui l attaccante era in panchina, e nonostante fosse l unica opzione offensiva disponibile con l assenza di Benjamin Sisko e Matías Kuna.
Alla domanda sul perché non inserisca Lassi anche quando ci sono giocatori internazionali in panchina, Amorim ha replicato: capisco l interesse ma non posso rispondere ogni volta. La decisione resta mia.
In sostanza, Lassi e gli altri giovani restano in attesa di una possibilità concreta, mentre il club sottolinea che le scelte non sono contro di loro ma orientate al bene della squadra e al successo sul campo.
E ora la solita battuta: se la panchina fosse una palestra, i giovani avrebbero già preso la “corso accelerato per esordire” e la logica sarebbe semplice: allenamento duro, minuti guadagnati. E se la carriera di un allenatore fosse una puntata di una serie tv, la stagione sarebbe già stata ordinata come una maratona di respiri controllati. Due battute finali per alleggerire la tensione della sala conferenze: la prima, la panchina è solo una sedia molto ambiziosa; la seconda, in casa United i talenti non scompaiono, si prendono una pausa per crescere.”