La UEFA mette i bastoni tra le ruote: quando l’Inghilterra resta a guardare l’Europa discutere di liste
24 marzo 2026
La UEFA blocca i piani delle liste inglesi
La UEFA ha respinto la richiesta delle squadre inglesi di portare la lista dei giocatori per la Champions League a 28, frenando le ambizioni di espansione viste con favore dalle squadre spagnole.
L'aumento delle liste era tra le questioni discusse in un recente meeting della commissione gare; la proposta non è stata presentata all'assemblea esecutiva, prevista prima della finale di Europa League a Istanbul il 20 maggio.
Le norme per la prossima stagione sono state confermate senza modifiche al tradizionale limite di 25 giocatori, sebbene si possa riesaminare prima della stagione 2027-2028, nell'ambito dei diritti TV quadriennali della UEFA.
Le regole attuali hanno spinto vari club della Premier League a chiedere un allungamento per riflettere l'espansione della competizione e per tutelare i calciatori da infortuni e affaticamento.
Durante l'incontro la Commissione non è riuscita a trovare un accordo: la posizione spagnola, rappresentata da Atlético Madrid, Siviglia e Real Sociedad, si è mostrata contraria, temendo che i club inglesi sfruttino la loro forza economica per potenziare ulteriormente le squadre.
Le conseguenze e i numeri in campo
Si ritiene in Europa che i club inglesi abbiano un vantaggio in fase iniziale, grazie all'opzione che evita loro di affrontarsi tra di loro nella fase a gironi, fornendo una via più agevole agli ottavi.
Quest'anno sei club inglesi sono riusciti ad arrivare agli ottavi di finale; Arsenal e Liverpool sono stati gli unici due a centrare i quarti di finale.
L'ex allenatore del Tottenham, Thomas Frank, ha sollevato la questione a gennaio, manifestando disappunto per l'obbligo di escludere Matthias Till dalla lista per l'ultima partita del girone contro l'Eintracht Francoforte, a causa del ritorno dall'infortunio di Dominik Solanke.
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Prospettive e riflessioni
Dopo l'introduzione da parte della UEFA della fase allargata (36 squadre) la scorsa stagione, tutte le squadre partecipanti hanno disputato almeno due gare in più, mentre quelle fuori dalle prime otto hanno disputato due extra incontri a gennaio per determinare l'accesso agli ottavi.
Questo contesto alimenta discussioni tra dirigenti e allenatori su come bilanciare competitività e carico di lavoro, aggiungendo pressioni sulle rose e sul calendario.
Infine, seppur i dettagli restino in evoluzione, è chiaro che la discussione sulle liste non è solo conti e numeri: è una questione di equilibrio tra spettacolo, salute dei giocatori e sostenibilità economica del football europeo.
Punchline 1: Se la lista si allunga, la panchina diventa una sala di attesa: più nomi, più caffè caldo per chi aspetta il suo turno.
Punchline 2: E se l'UEFA non si decide, i tifosi hanno già imparato una regola d'oro: l'unico rispetto che conta è per la lavagna delle assenze.