Madrid sotto pressione: l'incerta aposta di Alonso scuote il Real
21 novembre 2025
SITUAZIONE ATTUALE
Il Real Madrid è in piena attesa e al centro di un acceso dibattito sul futuro del tecnico Xabi Alonso, arrivato quest’estate con un contratto triennale e applaudito per aver innovato i metodi di lavoro dopo l’era di Carlo Ancelotti.
All’inizio della sua avventura non è stato tutto rose e fiori: una sconfitta pesante 0-4 contro il Paris Saint‑Germain in semifinale del Mondiale per club ha segnato un trauma tra i tifosi e gli analisti.
Nonostante ottimi segnali in campionato e in Champions League, l’andamento complessivo non ha convinto pienamente e le voci sul futuro dell’allenatore si sono fatte sempre più insistenti. Prima del Clasico, si sussurrava che una sconfitta contro il Barcellona avrebbe potuto segnare la “punto di non ritorno” per Alonso.
La vittoria nel Clasico ha restituito una parte di fiducia al tecnico; tuttavia i passi falsi contro Liverpool e Real Vallecano hanno riacceso le perplessità sulle sue capacità di gestire periodi difficili, secondo quanto riportato dal quotidiano Mundo Deportivo.
All’interno delle mura del club, nonostante il sostegno pubblico, filtrano segnali di malcontento tra i vertici per decisioni tattiche applaudite con una certa controversia, come la rincorsa a cambiare Vinícius nel Clasico.
Ci sono segnali di tensione anche nei rapporti con alcuni pezzi da gol come Valverde, Bellingham, Rodrygo ed Endrick, e una coesione non ancora perfetta con lo stile di lavoro imposto dall’allenatore.
La dirigenza cerca un miglioramento netto delle prestazioni per spegnere il chiacchiericcio, ma fonti vicine all’amministrazione ritengono che la sfida contro Manchester City, in programma il 10 dicembre, possa essere decisiva per il futuro di Alonso.
Durante una conferenza e in una serie di foto ufficiali si è sottolineato come Alonso, nello sviluppo del 2025/2026, abbia insistito sui valori della casa madridista: rispetto della storia, eccellenza e coesione tra tutte le componenti, non solo sul prato di gioco.
«Bisogna rispettare la storia del Real Madrid e capire come costruire una grande squadra», ha detto Alonso in una recente inaugurazione accademica, ricordando che non si improvvisa nulla ma si lavora con costanza e dedizione.
Di fronte a una scelta che sembra ancora lontana, Alonso ha rimarcato la passione per il calcio e la voglia di apprendere: «quando si diventa allenatore, si ha la curiosità di capire il gioco dall’interno; talvolta si sente anche la tentazione di ritornare a toccare il pallone, ma ora è tempo di guidarlo dall’esterno».
Un percorso di crescita che è stato alimentato anche dall’esperienza nelle squadre giovanili e da un periodo formativo a Liverpool, dove l’ascolto, la costanza e la capacità di crescere con gente di culture diverse hanno contribuito a forgiare il suo approccio.
Un’immagine di Alonso è stata accompagnata da un richiamo ai progetti del club: nella cornice amministrativa, da giorni si parla della possibile uscita di Florentino Pérez nel prossimo anno, nonostante la durata del mandato sia fissata al 2028. Il programma di rinnovamento della governance e alcuni segnali su una futura successione hanno alimentato nuove speculazioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori.
Secondo la radio Ondacero, Pérez non contempla un addio imminente e dovrebbe rispondere a questioni sul suo futuro durante l’assemblea generale prevista per il 23 novembre. Un’altra voce, quella del giornalista Pérez Alvárez, ha acceso il dibattito ipotizzando una successione pianificata indipendentemente dai risultati delle consultazioni popolari all’interno del club.
Il Real Madrid resta impegnato in una fase delicata sul piano sportivo e dirigenziale, soprattutto perché i grandi progetti legati al nuovo stadio Santiago Bernabéu e alle strategie di sviluppo del club sono al centro dell’attenzione, descritti dal presidente come la chiave del “Madrid futuro”. Nonostante la mancanza di un comunicato ufficiale, l’attenzione è alta, e l’amministrazione sembra intenzionata a muoversi con una visione a lungo termine, anche se questo può implicare cambiamenti di rilievo nelle prossime stagioni.
– Punchline snipera 1: se Alonso mette a posto la squadra, i giornalisti diranno che è arrivato l’aggiornamento di sistema: patch 2.0, ora con meno bug e più tiki-taka.
– Punchline snipera 2: e se le cose non dovessero andare, pazienza: il Real Madrid ha imparato a vincere con pazienza e a perdere con stile, ma soprattutto a bere caffè forte tra una conferenza e l’altra.
FUTURO, VALORI E DISSENSI INTERNE
Durante l’apertura dell’anno accademico 2025/2026, Alonso ha ribadito l’importanza della cultura del Real Madrid, basata su valori di tradizione e coesione tra tutte le componenti del club. Ha sottolineato che la strada verso l’eccellenza passa per un impegno costante, la disciplina e la volontà di imparare.
Proseguendo, ha aggiunto che la scelta di allenare è nata anche dalla curiosità verso il gioco: «sono stato fortunato a scoprire questa passione fin da piccolo; una volta scelta, occorre essere pronti a pagare il prezzo, con sforzo e dedizione».
Si è detto pronto ad offrire il massimo, a partire dalla prima opportunità, e a crescere costantemente, mantenendo stabilità e etiche di lavoro che gli sono state inculcate fin dalla gioventù.
Ha ricordato che un grande bagaglio di esperienze, come quelle vissute nelle squadre giovanili e a Liverpool, lo ha formato per ascoltare di più di quanto parli, per guadagnare rispetto con un approccio costruttivo e per conoscere culture diverse, elementi che, secondo lui, hanno reso possibile il suo attuale percorso di allenatore.
In ambito amministrativo, circolano voci su un possibile addio di Pérez, con una relativa riduzione del suo ruolo nel club. Fonti hanno rivelato che l’assemblea generale e il consiglio di amministrazione dovranno discutere la forma del modello di appartenenza, per fare chiarezza sulle prospettive future nel 2025, non nel 2026.
Tra conferme e indugi, la società sembra intenzionata a portare avanti un progetto a lungo termine, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di dirigenti e di consolidare una strategia che possa guidare il club oltre l’attuale era di successi, verso una “Madrid del domani”.