Alonso: tra valori del Real Madrid e una guida in evoluzione, una lezione di resilienza
18 novembre 2025
La filosofia di Alonso e i valori del Real Madrid
Xabi Alonso, attuale allenatore del Real Madrid, ha parlato della sua carriera e della sua formazione durante l’apertura dell’anno accademico 2025/2026 presso la sede di studi superiori della città di Real Madrid.
Secondo le dichiarazioni riportate da Mundo Deportivo, Alonso ha dichiarato di sforzarsi di mantenere vivi i principi del Real Madrid anche nella vita quotidiana, pur avendoli vissuti come giocatore. Ha insistito sul rispetto della storia del club e su come costruire questo grande simbolo di eccellenza, mostrando sempre generosità e impegno su ogni livello, non soltanto sul prato verde.
Per lui, lo stadio è la manifestazione più evidente di tali valori, ma ha aggiunto che esistono altri elementi che definiscono il successo del club e che vanno studiati insieme. In particolare ha sottolineato l’importanza di una visione integrata e di non fermarsi a metà strada: nel Real Madrid tutto deve essere coerente e legato agli obiettivi comuni.
Alonso ha spiegato di essere stato guidato dall’amore per il calcio fin da giovane: avere avuto la fortuna di scoprire questa passione ha facilitato la scelta della carriera, ma ha imposto anche la disponibilità a pagare il prezzo del successo con dedizione e costanza.
Ha descritto la sua evoluzione professionale come una progressiva maturazione, iniziata con le squadre giovanili (Real Madrid Castilla) e proseguita con l’esperienza all’estero, tra Liverpool e altre occasioni. Questa esperienza gli ha insegnato che il coraggio, la forza della persona e la capacità di prepararsi sono chiavi per superare le sfide e conquistare la fiducia degli altri.
Nel ricordare come sia diventato allenatore, Alonso ha ammesso che il fascino del gioco resta la parte migliore: anche se ora guida una squadra, l’istinto del giocatore è una parte importante della sua identità. Il senso della responsabilità lo spinge a offrire il massimo impegno quotidiano, a partire dalle opportunità che la carriera gli ha messo a disposizione.
Riguardo la sua formazione e l’esempio familiare, ha dichiarato che è stata fondamentale la disciplina ereditata dalla famiglia di calciatori e l’esigenza di mettere le cose a posto, per distinguere ciò che è davvero importante. Sulla scelta di intraprendere la carriera di allenatore, ha spiegato che la curiosità verso il gioco è stata la motivazione principale e che ora, pur restando la parte migliore nel giocare, contano anche responsabilità e gestione del gruppo.
Ha aggiunto di aver sentito una forte invidia sana verso i giocatori, domanda naturale per chi è cresciuto nel mondo del calcio e ha voglia di capire cosa accade dietro le quinte. Questo amore per la professione lo ha portato a pianificare con calma la sua nuova responsabilità, iniziando gradualmente con le squadre giovanili madridiste per costruire una base solida che lo porti dove è ora.
Durante l’intervista ha ricordato anche un episodio significativo della sua giovinezza: una trasferta a Liverpool per studio universitario, dove l’ascolto attento e la curiosità verso ogni aspetto della vita hanno contribuito a forgiare una personalità affidabile e resistente, pronta a correre rischi e affrontare ostacoli. Questo percorso lo ha aiutato a crescere e a guadagnare il rispetto altrui in modo costruttivo.
Concludendo, Alonso ha rimarcato che l’esplorazione del mondo e l’incontro con persone di culture diverse hanno arricchito la sua visione del calcio e che forse non sarebbe stato qui senza quella esperienza come giocatore.
Al livello sportivo, Alonso ha guidato Real Madrid al termine della stagione precedente, prendendo parte anche alla Coppa del Mondo per club, in un contesto in cui la leadership di Carlo Ancelotti era giunta al termine della Liga.
Pier Pérez e l’eventuale addio a Real Madrid
Un recente report spagnolo ha rilanciato la discussione sul possibile passo indietro di Florentino Pérez, presidente del Real Madrid. Secondo Alberto Pérez, giornalista di Ondacero, Pérez non ha intenzione lasciare il club prima della fine del suo mandato. L’analista ha aggiunto che Pérez risponderà a tutte le domande durante l’assemblea generale fissata per il 23 novembre, e che l’incontro straordinario per discutere della forma delle cariche sociali è previsto per il 2025 e non per il 2026 come si era ipotizzato. Un altro giornalista spagnolo, Pepe Alvarez, aveva scritto che Pérez avrebbe deciso di dimettersi nel prossimo anno, nonostante il periodo ufficiale resti fino al 2028, con l’obiettivo di garantire una transizione ordinata.
Questa dinamica si sviluppa in un momento delicato per il club, tra ristrutturazioni sportive e infrastrutturali, inclusa la riedificazione dello stadio Santiago Bernabéu, simbolo della seconda era di Pérez. Ad oggi, nessun comunicato ufficiale ha confermato o smentito le notizie, ma le frasi di Pérez sul “Madrid del futuro” aumentano le voci di un possibile cambio storico al vertice.
In definitiva, il club vive un periodo di riflessione sia sull’organizzazione che sul campo, tra continuità e rinnovamento, con la consapevolezza che l’eredità del Real Madrid richiede coerenza e visione a lungo termine.
Note finali: la memoria storica del club è forte, ma la realtà del presente impone una gestione prudente e una leadership capace di guidare una delle istituzioni sportive più importanti al mondo verso nuove sfide.