Marocco: basta collezionare critiche, avanti con fiducia verso Paraguay
30 marzo 2026
Analisi dell incontro: tra critica e realtà
Non è sorprendente che la nazionale marocchina venga criticata: la critica fa parte del calcio. Ma è ridicolo e dannoso quel flusso di giudizi frettolosi e toni ostili che trasformano ogni errore in lutto e ogni scelta tecnica in un accusa.
Ciò che è successo dopo la sfida con l Ecuador esige una riflessione lucida, non una reazione impulsiva. L avversario non era una squadra qualunque: era una formazione aggressiva, organizzata dal punto di vista tattico, capace di giocare ad alto ritmo e con elementi tecnici e fisici di valore.
Di fronte a questo tipo di avversari la valutazione della squadra non si fa sulle partite ovvie, ma sulla capacità di reagire a pressioni e situazioni complesse.
Nel primo tempo i marocchini hanno faticato a trovare l assetto, cosa molto comune in partite di questa caratura contro un pressing alto e chiusura degli spazi.
Nel secondo tempo però sono arrivati segnali chiari di progresso: miglior posizionamento, maggiore audacia e tentativi di imporre il proprio stile. Qui gioca un ruolo decisivo l allenatore Wahbi.
Le scelte tattiche di Wahbi tra cui l uso di un falso nove non sono improvvisate ma un tentativo di adattarsi a una realtà in cui manca un vero attaccante pronto. È un approccio che merita discussione e rispetto, non scherno e destabilizzazione.
La prossima sfida contro il Paraguay potrebbe offrire opportunità per testare altre soluzioni. nomi come Zebiri potrebbero emergere in ruoli chiave.
In attacco Zebiri non è solo una promessa ma una risorsa da valutare, mentre a centrocampo la coppia di mediani promettenti potrebbe dare equilibrio tra dinamismo e solidità. Mazraoui resta una pedina rara: un jolly che consente al tecnico di avere opzioni diverse da scegliere a seconda della partita.
Confrontare Wahbi e Rakraki è una discussione sterile: ogni periodo richiede i suoi uomini. Oggi abbiamo un progetto guidato da Wahbi, una squadra forte che deve ancora crescere, non smantellarsi.
Personalmente vedo in Wahbi un possibile leader per il Mondiale 2030, pur non negando le ambizioni per il Mondiale 2026 e la conquista della terza stella africana nel prossimo continente. Ma nulla si ottiene al grido: serve fiducia, pazienza e lavoro costante. Si apre anche una domanda cruciale: che ruolo è riservato allo staff medico? un aspetto cruciale quanto tattica, per la preparazione fisica, la cura e la prevenzione.
In definitiva, la nazionale non è proprietà del tecnico o dei giocatori soli: è lo specchio di una nazione. Chi ama questa squadra la sostiene nei momenti difficili, non nella facile gioia. Le lamentele distruttive non porteranno alcun vantaggio.