Marocco sotto silenzio, tra CAN 2025 e una decisione che può cambiare tutto
30 marzo 2026
Contesto
La nazionale marocchina prosegue una preparazione intensiva nel mese di marzo con una serie di amichevoli, in vista della partecipazione al Mondiale 2026 che si svolgerà negli Stati Uniti, Messico e Canada a giugno.
Lo staff tecnico e i giocatori lavorano al massimo sul piano tecnico e fisico, con l’obiettivo di creare le migliori condizioni all’interno del ritiro per ottenere i migliori risultati nelle prossime competizioni.
Secondo la radio francese RMC, l’atmosfera dell’amichevole tra Marocco e Paraguay rimarrà assolutamente tranquilla, senza festeggiamenti per la conquista della CAN 2025, dopo la decisione del comitato di ricorso della CAF.
La decisione e la sfida in Francia
La partita si giocherà allo stadio Bollaert-Delelis di Lens, Francia, con una cornice di circa 38 mila tifosi, in un clima privo di celebrazioni legate al titolo africano.
Durante la finale della CAN, i giocatori senegalesi hanno abbandonato il terreno di gioco per oltre 10 minuti protestando contro una decisione arbitrale su rigore, provocando ampio dibattito e successive prese di posizione sull’appello marocchino.
La CAF ha accolto l’appello presentato dalla FRMF, ritenendo il comportamento dei Leoni di Teranga contrario agli articoli 82 e 84 del regolamento e dichiarando la partita da considerarsi conclusa come forfait.
Il Senegal ha festeggiato il titolo in una partita amichevole contro il Perù a Parigi. La federazione marocchina attende ora la decisione finale del CAS e l’allenatore Mohamed Wahbi non parteciperà al briefing stampa che precede la sfida.
Le dinamiche legali e sportive promettono ulteriori sviluppi, con l’esito che potrebbe ridefinire l’assetto tra le due nazionali in vista della CAN 2025.
In attesa, il Marocco continua a lavorare con moderazione, evitando slanci e riflettendo su una strategia che unisca competitività e controllo del microclima nello spogliatoio.
Finora la squadra ha mostrato di preferire la concretezza a proclami mediatici, una tattica che, se replicata, potrebbe pagare nei prossimi appuntamenti ufficiali.
Nota: se la CAN fosse una pizza, il verdetto del CAS sarebbe il condimento segreto: sempre discusso, ma gustoso solo a fine pasto.
Punchline finale: se la calma fosse una tattica, il Marocco l’ha scelta — tempo, pazienza e magari qualche karaoke nello spogliatoio per stemperare la tensione prima del fischio iniziale.