Notti da incubo a Madrid: Kensky tradisce il Tottenham nell’esordio degli ottavi contro l’Atletico
10 marzo 2026
Nottata da incubo a Madrid
Il portiere del Tottenham Antonin Kensky ha vissuto una notte da incubo contro l’Atletico Madrid, nell’andata degli ottavi di finale della Champions League. La sfida, giocata a Madrid, è iniziata con una serie di errori che hanno subito messo in difficoltà la squadra londinese.
Dopo soli 15 minuti Kensky è stato sostituito, dopo aver commesso due errori fatali davanti alla porta madrilena. Si trattava della sua prima presenza da titolare in Champions League da ottobre, in una serata complicata con Igor Tudor in panchina.
Una scivolata tremenda ha permesso a Marcos Yoritne? (Marcos Llorente) di aprire le marcature al quinto minuto, dando il tono a una serata in salita per Tottenham. L’Atletico Madrid ha preso fiducia e ha continuato a premere, mettendo in mostra una superiorità offensiva che ha messo in crisi la retroguardia ospite.
La seconda rete è arrivata poco dopo, quando una difesa poco accorta ha lasciato libera Griezmann di insaccare, approfittando di una manovra d’urto dell’Atletico. Poco prima dell’intervallo, la partita sembrava quasi chiusa dall’azione che ha portato al gol del raddoppio, una combinazione rapide e precise tra attaccanti e centrocampo.
Nel secondo tempo, Kensky ha provato a reagire, ma la situazione è peggiorata: poco dopo il terzo gol firmato da Julian Álvarez, il tecnico ha deciso di sostituire il portiere con Guglielmo Vicario. Kensky è uscito dal terreno di gioco visibilmente scosso, segnando simbolicamente la fine di una serata da dimenticare per lui e per il Tottenham.
La partita si è chiusa con un punteggio pesante che complica la corsa al passaggio del turno, lasciando Tottenham con l’obbligo di ribaltare la situazione nel match di ritorno. Una serata che offre tanto su cui riflettere in vista della gara di ritorno e delle scelte tattiche future.
Nota a margine: una notte del genere non si dorme in letargo, ma si lavora in silenzio a voce alta. E i palloni, a volte, hanno la memoria molto lunga.