Palestina e Siria volano in Coppa Araba 2025: una notte di rigori che illumina Doha
25 novembre 2025
Qualificazione storica in Doha
Il tecnico della Palestina, Ihab Abu Jazar, ha visto realizzarsi una delle sue aspirazioni: l'inno nazionale è stato suonato davanti al Qatar all'apertura della Coppa Araba 2025, prevista per il 1° dicembre, e ha ispirato la gente di Gaza secondo quanto riferito dal portiere Ramy Hamada.
La Palestina ha conquistato il pass per la fase finale per la quinta volta nella sua storia superando la Libia ai rigori 4-3, dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari, allestito all'Estadio Secondo Bin Jasim ad Al-Gharafa, nord della capitale Doha.
Adì al-Dabagh, Hamid Hamdan, Mohammed Saleh e Emad Mahajneh hanno segnato per la Palestina; per la Libia a segno Abdul Aziz Ali, Hussein Taqqtaq e Ismail Sharadi.
Nelliamo per portare messaggi
Abu Jazar, originario di Gaza, ha detto: “Noi giochiamo per portare messaggi attraverso il calcio, una delle poche cose che rendono felici Gaza e tutta la Palestina”.
Ha aggiunto che la sfida contro la Libia è stata fra le più difficili delle qualificazioni: la Libia è molto preparata e ha mostrato buone prestazioni nelle qualificazioni per la Africa Cup e per i Mondiali.
Prima della chiusura dei tempi regolamentari, e prima delle eventuali parate decisive, l'allenatore senegalese della Libia Aliou Cissé ha inserito il portiere Morad Al-Wahishi, che ha parato il rigore di Milad Teramini, mentre il portiere palestinese Ramy Hamada si è distinto respingendo due conclusioni di Ali Yousif e Morwan Al-Habshi.
E con questa qualificazione, la Palestina è entrata nel gruppo A insieme a Tunisia e Siria, entrambe vincitrici contro il Sudan del Sud per 2-0, con gol segnati da Mohammed Al-Hallaq al 52° e Mahmoud Al-Mawas al 59°.
La qualificazione della Palestina dà un sapore diverso alla Coppa Araba
Hamada ha dedicato la vittoria agli abitanti di Gaza, che vivono in condizioni difficili nelle tende: “La qualificazione è arrivata grazie all’ispirazione delle persone a Gaza… siamo molto orgogliosi”.
Secondo Hamada, “la qualificazione della Palestina dà alla Coppa Araba un sapore diverso; senza di noi, il torneo sarebbe incompleto”.
Ha aggiunto di essere felice di poter affrontare squadre importanti nel girone iniziale, come Qatar, Tunisia e Siria.
Riguardo alla sua prestazione nei rigori, Hamada ha detto: “In quel momento ho mantenuto la calma mentale e lo stesso atteggiamento durante i calci di rigore, sapendo che avremmo vinto e ci saremmo qualificati”.
Nel primo tempo, entrambe le squadre hanno mostrato prudenza; la Palestina ha insistito maggiormente, schierando Adi al-Dabagh, Mustafa Zidan, Tamir Siam e Milad Teramini, che hanno entrato in campo anche recentemente con il club nel campionato qatariota.
Nel secondo tempo l’intensità è cresciuta, con occasioni palestinesi tra cui una conclusione di Hamdan respinta di testa da Soraoui (76°) e una risposta libica con un assist di Al-Merimi per Mohamed Shalawi, respinto dal portiere Hamada.
Quadro delle qualificazioni e prospettive
La gara si è conclusa ai rigori, che hanno premiato la Palestina, mentre la Kuwait ha conquistato una vittoria significativa contro la Mauritania nel primo match di martedì sera: due gol veloci, una testa di Mohammed Dhaham al 7° e un autogol di Nouh Mohammed al 23° (2-0).
La Kuwait entrerà nel gruppo 3 insieme a Egitto, Giordania e UAE, mentre altri vincitori di sfide tra Oman-Somalia e Comore-Yemen completeranno le quarte e ultime posizioni di qualificazione.
Si avvicina la fase a eliminazione diretta: martedì e mercoledì si definiranno le sette qualificate rimanenti, mentre Qatar ospiterà sette partite tra le 14 nazioni meno classificate. I vincitori entreranno nelle dieci squadre già qualificate automaticamente.
Dal 2021 in Qatar, la Coppa Araba continua a crescere: la finale di quest'anno promette grande spettacolo, magari condito da un tocco di gol in più e da una parata memorabile. E se la propria squadra difende bene, è probabile che la barba del portiere diventi la nuova tendenza del torneo.
Punchline
Punchline 1: Se la Coppa Araba fosse una pizza, Palestina e Siria avrebbero scelto la fetta migliore: sottile, croccante e con la salsa dei rigori direttamente dal forno della vittoria.
Punchline 2: E se il pallone potesse parlare, chiederebbe un autografo ai portieri: due parate, una coreografia di deviazioni e una vittoria che fa arrivare il caffè a casa a Doha.