Papi Gaye: il gol che ha acceso l’Africa e i messaggi degli algerini sui social
3 aprile 2026
Contesto e protagonista
Papi Gaye, stella della nazionale senegalese, ha confessato la sua sorpresa di fronte al supporto massiccio ricevuto dai tifosi algerini dopo aver segnato l’unico gol della finale della Coppa d’Africa 2025 contro il Marocco.
In un’intervista raccolta da SoFoot e rilanciata da FutMercato, ha raccontato di aver ricevuto una valanga di messaggi di incoraggiamento da parte di tifosi algerini, felici di aver ostacolato la coronazione marocchina, storico rivale sul piano sportivo.
Il giocatore del Villarreal ha scherzato: "Gli algerini? Nessun bisogno di parole… con loro ho già raggiunto un milione di follower su Instagram. Tutti mi hanno scritto: 'Fratello, siamo felicissimi, grazie, non volevamo che il Marocco vincesse!'"
Ha aggiunto: "Se domani vado in Algeria, penso che mi accoglieranno con una limousine!"
Gaye ha segnato l’unico gol della finale del 2025, disputata oltre due mesi fa, che si è conclusa sul 1-0 in favore della Senegal; il titolo non è ancora stato definito. La partita ha vissuto momenti drammatici, con i giocatori senegalesi che si sono allontanati dal campo per alcuni minuti prima di tornare in campo.
Le conseguenze e le reazioni
La Federcalcio marocchina ha presentato un ricorso; la CAF ha accolto la protesta e ha stabilito una vittoria 3-0 a tavolino in favore dei Leoni dell’Atlante come risarcimento simbolico.
La Senegal non si è arresa e ha presentato ricorso presso la Corte Arbitrale dello Sport (CAS); si attende una decisione finale nelle prossime settimane.
Nel frattempo, i giocatori senegalesi hanno celebrato la Coppa d’Africa due volte prima delle amichevoli di marzo contro Perù e Giamaica, in attesa di chiarimenti ufficiali.
Nessuno spegne la scia di un gol che ha acceso i social e riaperto contenziosi sportivi di alto livello: il pallone può essere rotondo, ma a volte il dibattito resta lungo come una coda di social network. E ora una domanda: se la limousine arriva prima del comunicato, chi guida davvero l’auto dei titoli?