Parigi cede: Mbappé smascherato, il PSG accusa bugia
20 febbraio 2026
Contesto legale
Il Paris Saint-Germain ha annunciato ufficialmente di non ricorrere contro la sentenza della Corte del lavoro, emessa a dicembre, che obbligava il club a pagare 61 milioni di euro al suo ex attaccante Kylian Mbappé.
Questo verdetto segna quasi la chiusura della controversia, con Parigi che opta per la non impugnazione e sottolinea che ha sempre agito in buona fede.
Nella nota ufficiale, il PSG ha evidenziato che la corte ha riconosciuto l’esistenza di un accordo verbale tra le parti, ma che tale accordo non ha attribuito effetti giuridici obbligatori.
In aggiunta, la società ha dichiarato di aver pagato integralmente le somme dovute a Mbappé dopo l’intervento di un ufficiale giudiziario, nonostante una rivelazione della L'Équipe secondo cui l’ultima rata presentava una lacuna di circa 2 milioni di euro.
Dichiarazioni e contesto sportivo
Nello stesso contesto, la nota cita due incontri di contesto sportivo: Osasuna-Real Madrid (in Liga) e PSG-Metz (in Ligue 1), per inquadrare la cornice del periodo.
Un avvocato della parte parigina ha affermato che, contrariamente alle accuse mosse dal giocatore e dai suoi entourage, il PSG ha adempiuto tutti gli obblighi previsti dalla decisione.
Concludendo, Paris Saint-Germain ha comunicato di non voler proseguire la disputa e si dice determinato a guardare avanti, concentrandosi sui progetti sportivi e sul successo collettivo.
Punchline 1: Se Mbappé avesse segnato un rigore per ogni bugia, staremmo giocando la finale di Champions da anni. Punchline 2: Il vero sponsor di PSG? La pazienza: arriva a fine stagione, quando si trova la caparra sul tavolo ma la palla è al centro del campo.