Pellegrini svela il paradosso: i marocchini non vogliono festeggiare così e propone un titolo vuoto
21 marzo 2026
Analisi di Pellegrini sulla controversia CAN 2025
Manuel Pellegrini, allenatore del Real Betis, ha espresso la sua opinione sull’assegnazione del titolo della Coppa delle Nazioni Africane 2025, controversa dopo la decisione di sfilare il trofeo al Senegal in favore del Marocco a seguito di un ricorso della federazione marocchina. Secondo lui, la discussione è complessa e non si può ridurre a una singola partita o a una singola decisione arbitrale.
Ha dichiarato di aver parlato a lungo con Sofiane Amrabat e Abdessamad El Yazouli, sottolineando che vincere resta una priorità, ma non necessariamente nel modo in cui alcuni avevano immaginato. L’allenatore ha ammesso che sarebbe stato preferibile una soluzione meno controversa, pur riconoscendo la volontà dei giocatori di onorare la competizione.
Nel contesto della conferenza stampa precedente al match contro l’Atletico Bilbao, Pellegrini ha definito la situazione “molto complessa” e ha espresso dubbi sull’opportunità di premiare una squadra senza una vittoria diretta sul campo. Ha inoltre precisato che ogni decisione su titoli assegnati in circostanze straordinarie richiede cautela e tempo per essere compresa appieno.
Il tecnico ha ricordato come la federazione marocchina abbia presentato ricorso, portando la CAF a rivalutare l’esito della finale. Ha aggiunto che l’ipotesi di mantenere il titolo vacante non è una battuta d’arvero, ma una possibilità reale che merita seria considerazione in un contesto sportivo complesso e delicato.
In chiusura, Pellegrini ha commentato le reazioni dei tifosi e dei giocatori africani, ribadendo che la dimensione etica dello sport non va sacrificata sull’altare di una decisione amministrativa. Ha insistito sull’idea che il rispetto delle regole e la trasparenza siano fondamentali per il futuro della competizione.
Nota finale: tra applausi e proteste, il mondo del calcio osserva la CAN 2025 come un banco di prova per la gestione dei conflitti e per la fiducia nel sistema.
Conclusione leggera: se proprio deve esserci un finale aperto, meglio lasciarne uno vuoto che riempirlo con un compromesso che non convince nessuno.
Riepilogo operativo: l’allenatore di Betis propone riflessioni sulla legittimità delle decisioni e invita a considerare soluzioni alternative, mantenendo al contempo lo spirito sportivo e la responsabilità etica verso le Nazionali coinvolte.
Per chi cerca una battuta finale, come direbbe un ex-giocatore: se il titolo è stato deciso fuori dal campo, che almeno sia chiaro chi ha effettivamente vinto la partita… o resta vuoto come una luce di stoppino.