Quando il calcio sfiora la geopolitica: l’Ucraina resiste alla riapertura russa nel Mondiale
11 febbraio 2026
Contesto
Andriy Shevchenko, presidente dell'Associazione calcistica ucraina, intende incontrare Gianni Infantino, presidente della FIFA, dopo dichiarazioni che alludono a una possibile reinclusione della Russia nelle competizioni internazionali. L'ex stella del Milan e del Chelsea vuole inviare un chiaro no alla riapertura delle selezioni giovanili russe, sottolineando che la guerra in Ucraina è ancora in atto e che un simile passo potrebbe essere usato politicamente dal Cremlino per espandere la sua influenza con la cosiddetta potenza morbida.
Si ritiene che la posizione ucraina verrà illustrata al congresso UEFA a Bruxelles, qualora Shevchenko riesca a incontrare Infantino durante l'incontro.
Invito di Trump
Infantino ha dichiarato che il bando contro la Russia “non ha prodotto risultati significativi” e ha affermato che ha alimentato frustrazione e ostilità, chiedendo un allentamento almeno per le categorie giovanili. L'implementazione di tale richiesta risulta però complessa, poiché la maggior parte delle federazioni europee continua a non giocare contro la Russia finché la guerra non sarà terminata.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato in una conferenza stampa di maggio, alla presenza di Infantino, che permettere alla Russia di partecipare al Mondiale “potrebbe spingerla a porre fine al conflitto”, sollevando nuovamente la questione della possibile reintegrazione.