Quando il pallone resta saldo: PSG e Chelsea tra guerra, incertezza e Champions League
10 marzo 2026
Contesto internazionale e impatto sul calcio
La guerra nella regione ha gettato ombre sul Golfo, con bombardamenti e crisi logistiche che hanno toccato anche il mondo dello sport.
Con la cancellazione di numerosi voli, molti giocatori si sono trovati in situazioni difficili: alcuni bloccati nei paesi della regione, altri impossibilitati a tornare a casa dopo aver lasciato la zona prima dello scoppio del conflitto.
E non è solo una questione delle squadre Gulf: l’influenza si è estesa anche all’Europa.
Situazione di Paris Saint-Germain e Nasser Al-Khelaifi
Secondo Foot Mercato, il presidente del PSG, Nasser Al-Khelaifi, non ha partecipato all’allenamento di martedì mattina presso la sede del club a Bouissy.
L’attuale dirigente qatariota si trova a Doha, dove il suo Paese è esposto a bombardamenti iraniani in un contesto di tensioni nel Medio Oriente.
La sfida PSG – Chelsea e le incognite
La presenza di Al-Khelaifi al Parc des Princes per l’andata degli ottavi di finale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Chelsea non è al momento confermata.
Non è chiaro quando potrà lasciare il Qatar, tornare in Francia e assistere alle partite della squadra.
Nel frattempo, il mondo del calcio osserva con attenzione, mentre la situazione geopolitica aggiunge un ulteriore livello di incertezza alle prossime sfide europee.
Punchline 1: Se la guerra ti mette in fuorigioco, il pallone resta l’unico arbitro che non sbaglia mai: va sempre in rete.
Punchline 2: Se tutto va in tilt, ricordate: nel calcio come nella vita, l’unico colpo sicuro è il rigore… della risata.