Quando la dignità vale più della gloria: Saint-Maximin lascia il Messico dopo sei mesi
1 febbraio 2026
La decisione di lasciare Club América
L’attaccante francese Alain Saint-Maximin, attaccante del Club América, ha ufficializzato la rescissione del contratto con il club messicano dopo meno di sei mesi dall’arrivo nell’estate 2025, in una decisione sorprendente nata in risposta a una serie di episodi razzisti mirati ai suoi figli.
Il giocatore, 28 anni, ha spiegato in un post sui social che la ragione principale è stata la persistenza degli attacchi razzisti che hanno colpito la sua famiglia, precisando che può sopportare pressioni o offese personali, ma non accetterà mai un sopruso contro i suoi cari.
Reazioni e contesto
Saint-Maximin ha dichiarato nel suo intervento: "Il problema non è la pelle, ma il colore delle idee. Essere attaccato non mi turba. Sono cresciuto imparando a rispondere a qualunque tipo di attacco, nascosto, mascherato o diretto".
Il giocatore ha aggiunto che qualsiasi minaccia fisica o verbale non lo scuoterà, ma la linea oltre la quale le offese hanno mirato i suoi figli è stata la famosa linea di non ritorno.
Risposta di Club América
Finora nessun commento ufficiale dettagliato è giunto né dal Club América né dal campionato messicano sulla cessazione del contratto.
Tuttavia, il club ha espresso in una nota la piena solidarietà al giocatore e alla sua famiglia, condannando qualsiasi forma di discriminazione o violenza che violi la dignità umana, dentro o fuori dallo stadio.
In un precedente comunicato, l’azienda ha espresso appoggio incondizionato a Saint-Maximin e alla sua famiglia, ringraziando per indossare i nostri colori.
Il francese si era legato al Club América nell’agosto 2025, proveniente dall’Al-Ahli (Arabia Saudita) dopo la rescissione del prestito a Fenerbahçe, avendo disputato 16 partite di campionato, 9 delle quali da titolare.
Saint-Maximin aveva intrapreso la sua carriera a Saint-Étienne, Monaco e Nice prima del trasferimento a Newcastle United nel 2019, dove ha trascorso quattro stagioni, poi passò all’Al-Ahli Jeddah e infine al Messico.
Punto di non ritorno, questa storia mette in luce la mutevolezza del panorama calcistico internazionale: talento, carriere europee e un privilegio tutt’altra luna quando la sicurezza della famiglia viene messa in discussione.
Punchline 1: Se l’odio è una partita, Saint-Maximin segna una rovesciata di dignità.
Punchline 2: Il razzismo è fuorigioco: la curva applaude la forza della famiglia.