Quando la finalissima CAN 2025 diventa caso legale: l’avvocato senegalese smonta la CAF
29 marzo 2026
Un avvocato senegalese sostiene che la CAF abbia applicato in modo scorretto le norme nella decisione sul controverso caso della finale della Coppa delle Nazioni Africane 2025.
Nonostante la vittoria sul campo del Senegal per 1-0 nella finale disputata più di un mese fa a Rabat, la commissione d’appello ha accolto il ricorso del Marocco e lo ha dichiarato vincitore 3-0.
Questo verdetto si sarebbe basato sul ritiro di alcuni giocatori senegalesi dal campo per alcuni minuti, in protesta contro una decisione arbitrale del bernese Джan Daak Ndalа.
Il Senegal ha presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale per lo Sport (CAS), che ora esamina la questione, mentre i giocatori della Nazionale dei Leoni hanno festeggiato la Coppa in una partita amichevole contro il Perù in Francia, come chiaro segnale della loro legittima conquista del titolo.
Cuore della controversia: interpretazione errata dell’articolo 82
L’avvocato Doudou Ndow sostiene che la decisione della CSA sia ingiusta, citando figure leggendarie africane come George Weah, Samuel Eto’o e Hamid Khodour come esempi di interpretazione corretta delle norme.
Secondo lui, “il calcio si deciderà sul campo, non negli uffici”.
In dichiarazioni rilanciate da iRadio e riprese da SeneWeb, Ndow aggiunge: “il gioco si decide sul prato, non in un ufficio”.
Leggi collegate e letture utili
Leggi correlate e note legali influences: la difesa sostiene che una prima lettura dell’articolo 82 impone sanzioni solo durante la competizione in corso e non retroattivamente dopo la finale.
La tesi centrale è che la “sanzione può essere applicata solo durante il prosieguo della competizione” e che, una volta che il fischio finale è suonato, la competizione è conclusa.
Il principio di “consenso” e le sue implicazioni
Ndow ribadisce che accettare l’avvio della rigiocata e accettare i rigori implica un’assunzione implicita di non poter più opporsi. “Non si può accettare la partita e poi eccepire”, dice il legale.
Potenziale precedente e rischi
Con il CAS in corso, Ndow ritiene che la posizione della Senegal sia forte e che una decisione favorevole servirebbe a evitare una pericolosa precedente per il calcio africano.
Avvertimento: se una decisione confermata stabilisse l’editing del titolo in favore di una federazione, nessun giocatore potrà reclamare in campo: “chiama l’ufficio legale, non la panchina”.
Conclude che la controversia evidenzia errori di applicazione delle regole da parte della CAF e che la giustizia sportiva internazionale dovrà correggere tali errori per salvaguardare l’integrità del calcio africano.
Nota humoristica finale: se la CAF tiene la penna più ferma della mano dell’arbitro, almeno la birra post-partita avrà una sferzata legale in tribunale; niente più gol in contropiede, solo contenziosi in contropiede. Punchline 1: “In Africa, il tempo è relativo: è sempre l’ora della riunione che decide il risultato.” Punchline 2: “Se la finalissima finisce in tribunale, non è la palla che gira, è l’orologio del CAS che fa time-out.”